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Walt Whitman inedito: ecco l'editoriale dove difende Dickens

Walt Whitman inedito: ecco l’editoriale dove difende Dickens

Nel 1848, a trent’anni, Walt Whitman, l’Omero degli Stati Uniti d’America, indossa il manto di Ulisse, lascia il mondo sedentario e comincia a viaggiare. A commissionare il viaggio, il Crecent di New Orleans. Da lì, da quel viaggio furibondo tra Baltimora, Cumberland e Louisiana, si consolida l’idea di Foglie d’erba, raccolta lirica epocale – adorata perfino dal ‘nostro’ Dino Campana – rivoluzionaria, stampata in proprio da Whitman – che conosceva l’arte tipografica – nel 1855, che coagula viaggio esteriore ed estetico, impeto e impero del verbo, vita e lirica.

Per tutta la vita, come si sa, Whitman continuerà e rielaborare, correggere, aumentare le sue ‘foglie’, con l’idea che gli Usa in se stessi – libertà, vastità, individualismo, democrazia – siano un poema, Iliade e Odissea (così l’oceanica intro del 1855, secondo la versione di Alessandro Ceni: «Gli americani di tutte le nazioni d’ogni tempo sulla terra posseggono probabilmente la natura poetica più piena. Gli Stati Uniti stessi sono essenzialmente il poema più grande»). Rewind. Whitman comincia come giornalista. Lo sguardo curioso, attento ai minimi dettagli della vita, la passione ‘politica’, l’estro retorico lo impara in redazione. Spia il ‘mestieraccio’ nel Long-Island Star, tenta di fondare un proprio giornale, il Long Islander, ma è un insuccesso.

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