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Viaggio in Polinesia: cosa vedere e le informazioni pratiche

Nell’immaginario collettivo, quando si pensa alla Polinesia si pensa agli atolli candidi e alle lagune orlate da suite super-esclusive (e super care) perfette per i viaggi di nozze. In realtà questo non è che un volto della Polinesia, quello meno autentico, che viene normalmente pubblicizzato dalle agenzie e dai tour operator: ecco allora la nostra guida alla Polinesia imperdibile, i veri viaggiatori siano pronti!

La Polinesia include un numero impressionante di isole e di atolli profondamente diversi tra loro; emergono tutti dall’Oceano Pacifico ma sono geologicamente, geograficamente e paesaggisticamente molto differenti. Si passa dalle Hawaii alle Tonga, dalla Polinesia Francese all’Isola di Pasqua o dalle Tuvalu alle isole Cook, solo per citarne alcune. Per orientarvi tra queste migliaia di isole e di arcipelaghi, eccovi la nostra guida alla Polinesia, il paradiso che tutti sognano di vedere almeno una volta nella vita.

Scopri di più: Viaggio in Polinesia Francese: cosa vedere e quando andare

Viaggio in Polinesia: storia e geografia

La Polinesia affascina i viaggiatori da sempre: “Sono entrato in una dozzina di atolli di diverse parti del Pacifico, ma l’esperienza non si è mai ripetuta. Quelle tinte deliziose, la trasparenza del giorno sottomarino, e questi branchi di pesci arcobaleno non mi hanno più incantato così”, scriveva Robert Luis Stevenson quando approdò qui nel 1888.  Quasi tutti tendono ad identificare la Polinesia con la Polinesia Francese, ovvero con Bora Bora, Tahiti, Moorea, eccetera, ma la Polinesia è in realtà una regione (o sarebbe meglio dire porzione di oceano) molto più ampia che fa parte delle regioni dell’Oceania. Guardando la mappa, la Polinesia è compresa in un triangolo immaginario tra la Nuova Zelanda, l’Isola di Pasqua e le isole Hawaii. Per noi che viviamo in Italia è indubbiamente la zona più lontana da raggiungere, trovandosi esattamente dall’altra parte del globo, ed è forse anche per questo che è uno dei luoghi più ambiti da visitare.

Fino alla metà del Cinquecento, la Polinesia ha vissuto praticamente in isolamento ed era abitata solo dai popoli nativi, in gran parte provenienti dall’Australia, da Taiwan o dall’Indocina, che erano arrivati sulle isole, si ipotizza, a bordo di rudimentali barche e canoe. Solo nell’Ottocento le potenze coloniali iniziarono a imporre con la forza il loro dominio sulle isole abitate, dichiarandole protettorati o territori dei rispettivi imperi. Oggi, dal punto di vista giuridico e amministrativo le isole e gli arcipelaghi della Polinesia appartengono a diverse nazioni tra cui gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, il Cile, la Francia e il Regno Unito e sono poche quelle rimaste indipendenti.

Quando andare in Polinesia

Trattandosi si una regione davvero molto estesa, è difficile dire con precisione quale sia il momento dell’anno migliore per andare in Polinesia. In generale però, in quasi tutti gli arcipelaghi e le isole che appartengono alla Polinesia, da aprile/maggio fino ad ottobre/novembre c’è la stagione secca e l’alta stagione turistica corrisponde con la nostra estate, ovvero con giugno, luglio e agosto.

Polinesia: le isole da vedere

Isole Hawaii

Questo iconico arcipelago paradiso del surf (ma non solo!) è divenuto il 50° stato federato degli USA nel 1959 e ha come capitale Honolulu, nell’isola di Oahu. È costituito da 8 isole vulcaniche principali (più una miriade di isole minori, scogli e secche) che sono Oahu, Maui, l’Isola di Hawaii (chiamata anche “Big island” per evitare confusione con il nome di tutto lo Stato), Kauai, Molokai, Lanai, Niihau (limitata al turismo) e Kahoolawe (disabitata).

Le Hawaii sono caratterizzate da una natura lussureggiante e incontaminata fatta di alti vulcani (come il Mauna Kea alto ben 4200 metri, o il Mauna Loa di 4169 metri, il più grande vulcano attivo della Terra per volume), foreste, cascate, spiagge e barriere coralline di rara bellezza. Alle Hawaii è possibile fare di tutto, dal trekking al surf, dallo snorkeling alla visita di uno dei centri di osservazione astronomica più importante al mondo (l’Imaloa Astronomy Center of Hawai che si trova sul cratere del vulcano Mauna Kea), dal relax su magnifiche spiagge come la celebre Waikiki Beach alla vibrante movida di Honolulu. Non vi basterà un mese per esplorarle tutte! L’aeroporto principale per raggiungerle è quello di Honolulu, ma anche le altre isole sono facilmente raggiungibili, facendo sempre scalo negli Stati Uniti o in Giappone e Corea.

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Isole Cook

Le isole Cook si trovano nella Polinesia neozelandese e James Cook (da cui successivamente presero il nome), sbarcando qui nel 1773, le battezzò Isole Hervey, in omaggio a un lord dell’Ammiragliato britannico. Le isole Cook sono 15 e sono convenzionalmente suddivise in 2 gruppi, quelle meridionali dove si trova Rarotonga, che è l’isola più grande, e quelle settentrionali formate da atolli. Anche in questo caso non c’è un’isola uguale all’altra, ci sono delle isole montuose vulcaniche, isolotti corallini e atolli senza laguna interna… Naturalmente una più bella dell’altra! Per raggiungerle si vola su Rarotonga (i voli partono dalla Nuova Zelanda), l’isola più viva e più abitata, in cui si trova anche la montagna sacra ai maori, Te Manga, detta “The Needle” (vi si può salire con un trekking). Se siete invece alla ricerca di spiagge da cartolina semi-deserte e incontaminate, le isole meridionali fanno al caso vostro.

Polinesia Francese

La Polinesia Francese è una collettività d’oltremare (COM) della Repubblica francese di cui fanno parte ben 118 isole di cui 67 abitate suddivise in 5 arcipelaghi: l’arcipelago delle Isole della Società con le Isole del Vento (di cui fa parte Tahiti, con la capitale di tutta la collettività che è Pape’ete) e le Isole Sottovento (Bora Bora è la più famosa), l’arcipelago delle Isole Australi , l’arcipelago delle Isole Marchesi (dove abitò e morì Paul Gauguin), l’arcipelago delle Isole Gambier e l’arcipelago delle Isole Tuamotu (che formano la più grande catena di atolli nel mondo).

La Polinesia Francese è di gran lunga la Polinesia più “sfruttata” e nota a livello turistico, soprattutto Tahiti, Bora Bora (chiamata non a caso “il gioiello della Polinesia”) e Moorea. Queste isole, ricoperte da una vegetazione lussureggiante, sono orlate da spiagge da sogno come la famosa Plage de Maui a Tahiti, che abbaglia con il suo bianco perlato e i suoi fondali dalle acque turchesi, e rappresentano il prototipo delle isole dei mari del sud. Per raggiungere la Polinesia Francese dall’Europa ci sono voli con Air France o con compagnia di bandiera Air Tahiti Nui (con scalo tecnico a Los Angeles), o con Air New Zealand, facendo scalo in Nuova Zelanda.

Isole Samoa

LeIisole Samoa sono perfette per chi è alla ricerca della Polinesia più autentica e tradizionale. In passato note anche come Isole dei Navigatori o Isole degli Amici, le Samoa sono divise in due giurisdizioni: le Samoa Occidentali (uno stato indipendente) e le Samoa Americane, che fanno capo agli Stati Uniti. Le Samoa Occidentali furono le prime a rivendicare l’indipendenza dopo la colonizzazione europea e da allora hanno sempre cercato di conservare con fierezza i loro costumi e le loro tradizioni. Il turismo qui si è sviluppato solo in anni recenti e si trovano ancora sistemazioni economiche sulla spiaggia e una pace che difficilmente riuscirete a incontrare altrove. Naturalmente non mancano le spiagge, le cascate, le foreste  e i paesaggi tipici delle isole del Pacifico, ma si viene qui soprattutto per vedere le loro usanze e uno stile di vita basato sulla quiete, la cortesia e la tranquillità. Per raggiungerle si deve arrivare ad Auckland (Nuova Zelanda) e da lì c’è Air New Zealand che vola fino all’isola di Apia.

Isole Tonga

Tonga, o sarebbe meglio dire il Regno di Tonga,  è un arcipelago costituito da 173 isole e isolotti, 53 delle quali abitate, e rappresenta l’ultimo antico regno della Polinesia. A livello costituzionale è una monarchia costituzionale e l’attuale Capo di Stato è re Tupou VI, salito al trono nel 2012. Come le Samoa, anche le Tonga non sono state praticamente toccate dalla colonizzazione europea, quindi qui è quindi possibile vedere, ma soprattutto vivere, un’esperienza culturale assolutamente autentica. Le isole hanno un’economia povera che si basa sull’agricoltura, e che sopravvive grazie agli aiuti internazionali e alle rimesse dei tongani espatriati; solo recentemente sta iniziando a svilupparsi il turismo, soprattutto quello crocieristico. Le bellezze naturali e le attività da fare non mancano, come la foresta pluviale del Parco Nazionale di ‘Eua, le spiagge paradisiache e le escursioni per vedere le balene. Per raggiungerle si possono scegliere diverse compagnie, ma di solito sono necessari tre scali, ad esempio Londra/Parigi, Los Angeles e Auckland prima di arrivare sull’isola di Nuku’alofa, dove si trova la capitale.

Isole Tuvalu

Quando si atterra sulle isole Tuvalu si ha l’impressione di atterrare direttamente sull’acqua. Le Tuvalu sono infatti il quarto stato più piccolo al mondo: parliamo di appena 4 isole coralline e 5 atolli per una superficie complessiva di 26 kmq. Le Tuvalu sono anche il secondo paese meno popolato al mondo, dopo la Città del Vaticano, nonché il secondo membro più piccolo delle Nazioni Unite. Questo paradiso polinesiano è estremamente vulnerabile e potrebbe presto essere cancellato dalla faccia della terra, sommerso dalla acque dell’Oceano Pacifico. L’altezza massima delle isole è infatti di soli 4,5 m sul livello del mare e l’innalzamento delle acque causato dal riscaldamento globale potrebbe essergli fatale. Chiaramente ci auguriamo che non accada, ma è meglio affrettarsi a visitare questo paradisiaco arcipelago, in cui si può ancora sperimentare l’ebbrezza di avere un’isola deserta, coperta dalle palme e circondata da acque cristalline, tutta per noi! Come per le Tonga, anche per raggiungere le Tuvalu bisogna fare almeno 3 scali, in alternativa si possono raggiungere via mare dall’Australia e dalle Isole Fiji.

Wallis e Fortuna

Entrate per ultime a far parte della Repubblica francese, le isole di Wallis e Futuna si trovano  tra la Nuova Caledonia e la Polinesia francese; l’arcipelago è costituito principalmente da tre isole vulcaniche tropicali (Wallis, Futuna e Alofi). Queste isole sono ancora fuori dalle rotte turistiche e quando si arriva qui si ha l’impressione di essere tra i primi a mettere piede in queste terre, vulcaniche e paradisiache. Per raggiungerle non c’è nessun traghetto, l’unica possibilità è un volo proveniente dalla Nuova Caledonia che fa scalo a Nadi, nelle isole Fiji. Su queste isole la natura è rigogliosa, complice il clima sub-equatoriale caldo-umido e piovoso, e  ricopre di una ricca varietà di piante tutta la superficie utile. Tra le attività da fare su queste isole (escluso il relax sulle spiagge) ci sono le immersioni, il bagno nelle acque salate del lago craterico Lalolalo, le gite in barca a vela nelle lagune, partecipare a una cerimonia katoaga e osservare le infinite sfumature azzurro e verde della laguna di Wallis sorvolandola con un ultraleggero.

Isola di Pasqua

Conosciuta per gli enigmatici moai (le statue giganti), l’Isola di Pasqua è uno degli insediamenti abitati più isolati del mondo, è infatti situata ad oltre 3600 chilometri a ovest delle coste del Cile e più di 2000 a est delle Isole Pitcairn. Nella lingua nativa l’isola è chiamata Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”, e giuridicamente appartiene al Cile. Il territorio dell’isola si compone di quattro vulcani, Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka e le imponenti figure scolpite che l’hanno resa famosa sono sparse ovunque come colossali marionette su un palco. Il turismo è arrivato per la prima volta quest’isola solo a partire dagli anni Settanta con i primi voli commerciali da Santiago del Cile. A tutt’oggi, l’Isola può essere raggiunta durante tutto l’anno esclusivamente dal Cile, e solo occasionalmente da Tahiti. Tra le attività da fare ci sono i trekking sui vulcani, le immersioni, il relax sulle spiagge, la visita dell’incredibile sito archeologico di Tahai al tramonto e la vista dell’alba a Tongariki con il sole che sorge dall’oceano alle spalle dei moai.

Viaggio in Polinesia

Cosa vedere e le isole principali della Polinesia

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