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Tutte le curiosità sull’autobus che va in acqua

La Schwimmwagen è stato il primo vero mezzo anfibio nella storia dell’automobile: il suo motore è il Volkswagen boxer a quattro cilindri, lo stesso montato poi sul mitico Maggiolino. Ciò che differenziava questa macchina da tutte le altre era che aveva un telaio carenato come quello di una barca e una doppia propulsione, una con motore a benzina e l’altra ad elica.
La Schwimmwagen era in grado di arrivare all’argine di un fiume, immergersi e attraversarlo autonomamente: serviva al genio pontieri, ma anche alle truppe di incursione. Un’invenzione assolutamente straordinaria che si deve a Erwin Komenda e che, finita la guerra, è diventata oggetto di studio e di collezione.

 

Dalle piccole Schwimmwagen ai grandi Duck Bus

Dopo approfonditi studi, si è pensato si recuperare l’invenzione, un tempo servita per la guerra, e di applicarla a un mezzo ancora più ambizioso: un piccolo scuolabus. Stessa filosofia, stesso principio: un mezzo sopraelevato con telaio carenato che si muove su gomma fino a che rimane in strada e poi utilizza le potenti eliche da mezzo fluviale di cui è equipaggiato quando si immerge.

In Europa ce ne sono diversi e sono parecchie le città che si contendono la paternità dell’iniziativa anche se, i primi a proporre un giro turistico anfibio sono stati gli americani: la prima società che si organizzò in questo senso è stata la Duck Tours. Infatti il primo che mise in acqua un bus anfibio fu il signor Mel Flath, un ingegnere con la passione delle barche.
Era il 1946 quando acquistò con un socio uno scuolabus e ci lavorò personalmente per cinque mesi finché non lo resero perfettamente galleggiante ed equipaggiato con doppia motorizzazione. Il primo “duck tour” si svolse nel Wisconsin tra i canyon del fiume omonimo, oggi parco naturale. L’idea fu un successo e i duck bus si moltiplicarono. Flath visse alla grande fino a quando decise di cedere la compagnia a un grande tour operator che rilevò il marchio e brevettò un nuovo mezzo esportandolo in diverse altre città. Boston, Seattle, Chicago, New Orleans: i Duck Bus sono diventati un simbolo per molte città americane che condividono grandi canali navigabili e già dagli anni ’90 l’idea si è trasferita con successo al di qua dell’Atlantico.

 

Un mezzo anfibio unico nel suo genere utilizzato come bus turistico

Oggi, nonostante alcuni incidenti, il Duck Bus è un mezzo turistico di grande successo: in Europa è stato adottato a Dublino, Amsterdam, Rotterdam, Liverpool, Cracovia, Berlin, Londra e Budapest. Ogni città ovviamente lo personalizza secondo le proprie necessità ed esigenze: a Londra il mezzo è altissimo e imita i mitici bus a due piani, ma invece che rosso è rimasto giallo, come gli scuolabus americani. In alcune città è stato disegnato come un pesce, un delfino, un leone o un galeone spagnolo (in Florida). L’emozione è quella di ammirare i patrimoni della città che si visita da un punto di vista sicuramente inconsueto. A Londra il Duck si immergeva tradizionalmente all’Albert Embankment di Vauxhall dove però sono cominciati i lavori della nuova galleria sotto il Tamigi e il servizio al momento è interrotto; a Budapest invece il bus-battello si immerge poco lontano dal Ponte delle Catene per passare sotto i nove ponti che collegano le due sponde del Danubio. A Rotterdam c’è un altro mezzo oltre al duck, si chiama SplashBus, e ha una linea molto più moderna, simile a quella dei mezzi gran turismo.

Ultima modifica: 22 maggio 2019

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