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Turismo: risorsa imprescindibile per Firenze

Risponde alle domande di Nove da Firenze l’imprenditore Filippo Gargani, candidato in Consiglio comunale e del Quartiere 1 nella Lista “Bocci Sindaco” per le elezioni amministrative 2019

In queste settimane di campagna elettorale per le Amministrative 2019, tra i tanti temi economici affrontati la tassa di soggiorno e delle misure necessarie per renderla più favorevole al mondo del turismo, del rapporto fra settore alberghiero ed extralberghiero in libera concorrenza, ma a pari condizioni di partenza, della necessità di fermare la desertificazione del centro storico anche con vantaggi fiscali (IMU e TARI) per residenti e laboratori artigiani e dell’importanza di qualificare il turismo, in particolare quello congressuale. Nove da Firenze ha posto qualche domanda a Filippo Gargani, candidato nella Lista Bocci, fondatore di Italy’s Finest, società di consulenza turistica per privati e aziende che abbiano bisogno di pianificare e organizzare eventi, viaggi e vacanze di alto livello in Italia.

La tassa sul turismo deve essere una tassa “di soggiorno”, o “di
mancato soggiorno”?

Non parliamo sempre di quanto la città sia “intasata”
dai torpedoni e dalle navi da crociera che poco lasciano al tessuto sociale ed
alla città? Sappiamo
che questi per entrare a Firenze pagano una tassa sull’inquinamento, una
ridicola tassa autobus che dovrebbe incentivare il torpedone a scegliere una
destinazione/parcheggio fuori dal centro. In
realtà questa tassa, che oggi genera bene 20 milioni di gettito, non è
sufficiente. E’ condivisibile allontanare i torpedoni dal centro, ma non è
efficace nell’allontanare i gruppi ed i turisti mordi e fuggi perché questi non
pagano tasse per visitare la città, a differenza di chi viene a Firenze come
meta e per vacanza, trascorrendovi qualche giorno. Sono questi ultimi, infatti,
che sono gravati dalla tassa di soggiorno, gli altri no. Non
parliamo mai infatti di cosa fare per incentivare il turismo di qualità,
turisti che dormono in centro in strutture autorizzate, che visitano la città
per più giorni, che consumano nei ristoranti, che comprano dai nostri
artigiani. Ebbene
forse non riflettiamo sul fatto che il turismo di qualità che alloggia a
Firenze è tassato mentre il turismo “cialtrone” no. La tassa sul turismo non deve essere pagata da chi sceglie
Firenze per alloggiare e trascorrere la propria vacanza, ma deve essere pagata
da coloro che vengono un giorno a Firenze “a mo’ di museo!”

Dunque lei propone di istituire una sorta di tassa “di sbarco”. Comunale o regionale?

Sì, l’obiettivo è allontanare, o almeno ridimensionare, il turismo di massa portato dalle navi da
crociera e dai torpedoni che usano il centro per poche ore senza lasciare
niente, sporcando, intasando e lasciando poco sul territorio. Per di più
questi fenomeni allontanano il turista consapevole, le famiglie, il turista di
qualità, che hanno difficoltà a fruire del centro intasato dai gruppi con la
bandierina e che allo stesso tempo snaturano l’anima della città. Un’idea
potrebbe essere quella di concertare con la regione una tassa di sbarco da richiedere direttamente alle navi facendo in
modo che il turista decida in anticipo dove andare, in modo da ridistribuire i
flussi sul territorio

Come?

Scremando con una tassa alta coloro che scelgono di visitare Firenze in 6/7 ore senza
permanervi, facendo pagare loro una Card
Prepagata di visita che includa una parte da destinare al mantenimento di ordine e pulizia della
città e una parte da spendere all’interno dei circuiti di artigiani ed attività
storiche da tutelare. I denari non spesi dalla card andrebbero comunque
riutilizzati a tutela degli esercizi storici fiorentini, del mantenimento delle
bellezze del centro storico e di politiche per il ripopolamento. Mi
immagino una sorta di Firenze Badge
per l’escursionista, obbligatoria per i gruppi che visitano la città solo per
un giorno (crociere sì, ma più in generale gruppi che non alloggiano nel
territorio metropolitano) da indossare all’ingresso della città attraverso
l’acquisto on-line da parte dei tour operator o attraverso appositi check
point. Incentivando ad esempio con una tassa di sbarco o una tassa più bassa le altre destinazioni
toscane che si vogliono promuovere; destinazioni minori che invece godrebbero
di questo fenomeno generando indotto extra e visibilità. La
Firenze Badge (in essenza affiancata da una carta prepagata) vedrebbe la
collaborazione entusiasta dei grandi circuiti tipo Visa e MasterCard che potrebbero
collaborare nella creazione di un precedente per affrontare il fenomeno
dell’over-tourism in tutto il mondo.

Come si fa ad aumentare il livello di sicurezza del cittadino e del turista di pulizia e di fruibilità del centro storico?

Attraverso
l’istituzione di un ente di vigilanza turistica che può essere una sorta di
polizia turistica dipendente dall’Assessorato al Turismo, proposto dal
Candidato Sindaco Ubaldo Bocci. Un ente preposto al controllo del territorio
alle informazioni al turista, al controllo degli operatori abusivi. Le risorse necessarie potrebbero essere trovate
ridimensionando o rimodulando attraverso la suddetta tassa di sbarco il ruolo
di quegli uffici ad oggi molto burocratici (emanazione della Provincia prima e
Città Metropolitana poi) e che invece necessiterebbero di supporto attivo sul
territorio per controllare gli operatori, certificando allo stesso tempo
l’offerta turistica di qualità attraverso la lotta alle molte forme di
abusivismo che si stanno sviluppando sul territorio, difficilmente
controllabili e favorite dallo sviluppo delle piattaforme online.

Come incentivare allora gli operatori locali di qualità a proporre itinerari alternativi nelle zone meno battute della città, i musei minori e le zone meno conosciute dell’area metropolitana?

Intanto metterei gli operatori fiorentini in condizioni di
lavorare seriamente sul decongestionamento dei flussi e su un’offerta di
qualità significa anche sgravarli del
costo dei ticket bus e minibus che gli operatori devono sostenere per
venire a prendere i turisti in centro a Firenze e portar loro a visitare i
territori circostanti. Alla stessa stregua degli operatori che da fuori città
conducono torpedoni nel centro storico. Vi è infatti una profonda differenza tra chi da fuori
Firenze porta torpedoni di turisti in centro (fenomeno navi da crociera e
torpedoni sopra discusso) per lasciarli qualche ora senza che questi lascino
niente alla città per poi riportarli via, rispetto agli operatori locali che
offrono servizi di qualità ai turisti che già alloggiano nel centro di Firenze,
dove consumano, dormono, mangiano, comprano dai nostri artigiani.

Come coinvolgere gli operatori locali nelle scelte strategiche dei musei civici e statali?

Con percorsi e attenzione speciale per chi lavora sul
territorio, riconoscendo loro una commissione e soprattutto il coinvolgimento
nelle scelte siano queste del prezzo dei biglietti o dei percorsi che possono
essere offerti ai turisti nel rispetto delle tempistiche che il mercato del
turismo richiede.

E la lotta contro la desertificazione del centro e ai troppi affitti e attività turistiche
abusivi?

L’abusivismo nel settore degli affitti turistici e delle attività abusive
(chiunque oggi in casa offre un corso di cucina o una visita guidata del centro
storico senza autorizzazioni e senza pagare le tasse) deve essere combattuto. Si tratta di casi di improvvisazione, abusivismo, concorrenza sleale nei confronti degli
hotel e degli operatori turistici che sono sottoposti a infinite normative,
regolamentazioni, contingentamento per le licenze e che pagano tasse, assumono
dipendenti, rispettano le norme igieniche sanitarie sulla sicurezza, primo
soccorso, pagano le tasse e creano indotto. Offrono un turismo di qualità
rischiando la propria impresa per vedersi scavalcare da coloro che sulle
piattaforme digitali offrono di tutti a prezzi scontatissimi, senza rispetto
alcuno delle normative.

Dunque bisogna aiutare a ripopolare il centro e a tutelare gli albergatori?

Contingentiamo gli affitti turistici, richiedendo
un’autorizzazione comunale e contingentiamone il numero. Inoltre obblighiamo coloro che affittano al turista al
rispetto delle medesime normative che regolamentano gli hotel: sicurezza, primo
soccorso, ASL.

Come agevolare l’offerta di servizi turistici
qualificati?

AirBnB ha aperto la sezione Experiences dove si trovano
circa 600 esperienze turistiche offerte da individui spesso non autorizzati:
corsi di cucina fatti in casa, trasportatori senza licenza, “guide” turistiche
non autorizzate. Molti senza partita IVA che vendono abusivamente e portano a
giro turisti abusivamente offrendo esperienze abusive sul territorio: questa è
un’offerta turistica per il territorio che genera concorrenza sleale per gli
operatori seri e che è pericolosa perché non tutela in alcun modo i turisti in
visita che, attratti dalla “sicurezza” effimera della piattaforma web, si
fidano degli “host” spesso non autorizzati. E’ l’ora di attuare un sistema di
controllo serio (vedi sopra polizia turistica) e di sanzionare questi
individui, incentivando la messa in regola e la tutela del turista con offerte
di qualità.

Rilanciare la
“fiorentinità” è possibile?

Che fine ha fatto Odoardo Spadaro? Stenterello? Narciso Parigi?
Marasco? Tina Vinci e Ghigo Masino? Ormai per i turisti vengono programmate persino commedie di Machiavelli in inglese.  nsopportabile vedere gruppi di balcanici suonare e cantare canzoni di Elvis
Presley intorno ai ristoranti all’aperto. Cosi come è insopportabile vedere i
falsi mimi ed i Rom che avvicinano i turisti importunandoli per elemosinare e
spillare soldi. O le magliette di Ronaldo?

Perché Palazzo Vecchio non ha mai realizzato un servizio centrale di orientation?

Esatto. un luogo fisico dove il turista in centro possa verificare la
situazione e l’affollamento dei musei e del centro e possa scegliere un’offerta
turistica alternativa, ricevendo informazioni sull’Oltrarno, sui musei che in
ogni particolare momento sono poco affollati ed altre attività da svolgere
lontano dall’affollamento delle ore di punta. Potrebbe anche essere utilizzato un cinema dismesso: ce ne sono tanti
a Firenze: i visitatori potrebbero avere un’infarinatura multimediale su
Firenze e ricevere dei coupon da utilizzare presso negozi selezionati o musei.
L’operazione potrebbe servire ad invogliare il turista ad approfondire.

Valorizzare
il passato di Firenze oltre l’aspetto artistico è ancora possibile?

Quanti sanno che a Firenze è stato inventato il telefono o il
barometro oppure il telescopio e perfino il gelato? E che c’è il museo del
FortePiano?

In questo svolgono una funzione importante gli aggregatori di studenti USA e internazionali. Non è così?

E’ fondamentale offrire un percorso di scoperta più approfondita
per Firenze. I loro genitori vengono a visitarli a Firenze e gli studenti
stessi quando sono più grandi torneranno. Io personalmente tengo dei corsi a
studenti Americani e la mia impressione è che per questi ragazzi Firenze sia
soprattutto una Disneyland o una Ibiza rinascimentali.

Come creare dunque una strategia di marketing e PR per la destagionalizzazione del turismo?

Attraverso, ad esempio, promozioni mirate nei paesi dove si celebrano
delle vacanze/ricorrenze nazionali. Spiegare che Firenze e la Toscana sono
fruibilissimi fuori stagione: niente coda ai musei, costi più bassi, olio
nuovo, eccetera.

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