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Turismo, prenotazioni a rilento per l’estate 2019 in Sardegna: calo del 10%

È il primo calo degli ultimi cinque anni. In Italia si prevedono 2 milioni di presenze in meno (dati Assoturismo – CST) e anche in Sardegna si comincia a registrare il segno negativo rispetto agli anni passati.

Al momento le prenotazioni negli hotel dell’Isola registrano un meno 5-10% per i mesi di luglio e agosto. Le ragioni? Probabilmente le condizioni meteo sempre più incerte, ma anche la ripartenza delle destinazioni ‘competitor’ del Mediterraneo meridionale e orientali, frenate in passato dalle tensioni internazionali.

A cui si aggiunge la problematica dei voli, con una continuità territoriale che non aiuta il turismo.

“Nelle ultime due settimane di maggio abbiamo rilevato da un 15 a un 25 % di prenotazioni in meno – dichiara Carlo Amaduzzi, presidente Assohotel Sardegna – i pochi turisti che si sono visti erano tedeschi, austriaci, svizzeri e qualche francese, pochi italiani e nessun sardo, che, visto il maltempo non hanno prenotato neanche nei week end.

Gli unici a non aver sofferto di questo calo sono state le zone di montagna, dove le escursioni hanno fatto da traino”.

Dato ancora più drammatico viene registrato per le case in affitto, nelle Ota, i portali turistici che offrono ospitalità, c’è ancora grande disponibilità di alloggi proprio per i mesi più caldi.

“Siamo in una situazione di attesa. La speranza è che sicuramente il maltempo ci dia tregua e che si riesca a recuperare almeno con il turismo interno nelle prossime settimane – conclude Amaduzzi – ma certo è che la nuova giunta regionale deve attivarsi al più presto perché si possano proporre prodotti turistici alternativi al balneare.

Puntare su nuovi turismi che possano offrire attrattività oltre il mare.”

Dello stesso avviso Sandro Salerno  presidente di Assoturismo Sardegna: “Le previsioni dimostrano ancora una volta che il Turismo è un settore vulnerabile.

  Malgrado la ripresa degli ultimi anni questi dati evidenziano quello che ripetiamo da anni da anni, non si può continuare a governare un settore così strategico per la nostra economia e occupazione senza attuare una visione strategica unitaria e di lungo periodo. Se continuiamo ad andare in ordine sparso, ogni territorio con la propria visione di Promozione e Offerta oltre che di tasse di soggiorno, tarderemo ancora molti anni nel riconquistare la quota di mercato perse dal 2009 in poi.

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