domenica , Giugno 16 2019
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“Turismo, per la nostra lista la parola d’ordine è slow”

Tornare a far squadra con le altre amministrazioni polesane. Per la lista civica Con Edoardo Gaffeo si tratta del passaggio obbligato affinché Rovigo torni a recitare finalmente quel ruolo di capoluogo nel senso di guida e punto di riferimento che le compete, non soltanto sulla carta. Il programma elettorale punta al riavvio del dialogo con Comuni limitrofi ma anche enti ed associazioni locali che operano sul territorio, per diventare interlocutori credibili rispetto a progetti regionali e nazionali: in quest’ottica si guarda ad esempio al Piano Strategico del turismo, messo a punto dalla Regione, ma anche alla capacità di far regia e coinvolgere le tante realtà, dalle associazioni alle imprese private (ristorazione, turismo fluviale, mobilità green) che “sono come il carburante necessario per far decollare i vari interventi”.

Fabrizio Pivari, candidato al consiglio comunale, scommette con decisione sulla modalità slow. “Il cicloturismo – rileva – è prezioso e le città d’arte ormai se lo stanno spartendo sui tavoli che contano. Rovigo e la sua provincia hanno già perso treni importanti in proposito: penso purtroppo alla Ven.To. che lambisce il Po sul tratto polesano correndo in larga parte sulla sponda destra, quella ferrarese, entrando in Polesine solo per un tratto limitato e tagliando di fatto fuori il Delta”. Non un caso isolato, per Pivari che elenca altre occasioni mancate: “La Via del Sole da Verona scende verso Mantova e arriva in EmiliaRomagna ma esistono diversi itinerari lungo l’Adige che da Verona vanno verso Venezia ignorando le sue foci”.

Soluzioni? Si pensa agli eventi. “La nostra ciclopedonalità riguarda per lo più tratti ‘bianchi’ e strade sterrate, allora perché non pensare a manifestazioni tipo l’Eroica lungo le sponde dell’Adige?”, suggerisce il candidato consigliere allargando poi il ragionamento: “La zona arginale potrebbe anche diventare luogo di transito di pellegrini, con il santuario della Beata Vergine del Pilastrello di Lendinara a metà strada tra Verona e il mare. Un’area protetta senza traffico e da collegare magari ad altri siti come la Madonna delle Grazie di Papafava o la nostra Beata Vergine del Soccorso, la Rotonda”.

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