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Turchia, crolla la lira. Borse europee giù, lite sui dazi Erdogan-Trump

Ankara, 10 agosto 2018 – La lira turca crolla e trascina a picco le Borse europee. La moneta di Ankara è arrivata a perdere fino al 19% e a essere scambiata a 6,8 sul dollaro, nuovo record storico negativo. Basti pensare che a inizio anno per acquistare un dollaro bastavano 3,77 lire turche. Si tratta del crollo più rilevante da due anni, dopo il fallito colpo di Stato del 2016. Una crisi economica che ha radici politiche (la Turchia è ormai considerato il peggior Paese per gli investimenti) e che si è aggravata ancora di più oggi quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di “raddoppiare i dazi sull’acciaio e l’alluminio”, portandoli rispettivamente al 50% e al 20%.

I have just authorized a doubling of Tariffs on Steel and Aluminum with respect to Turkey as their currency, the Turkish Lira, slides rapidly downward against our very strong Dollar! Aluminum will now be 20% and Steel 50%. Our relations with Turkey are not good at this time!

Donald J. Trump (@realDonaldTrump)
10 agosto 2018

LA REAZIONE DI ERDOGAN – In risposta alla decisione di Trump, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di contattare telefonicamente il suo omologo russo Vladimir Putin per ridefinire le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi. Una telefonata che amplifica ulteriormente le tensioni sulla “guerra commerciale”, che lo stesso Erdogan ha annunciato di non voler “perdere” nonostante le “campagne” mirate contro il suo Paese. Ma il presidente turco ha cercato di stemperare la tensione. “Non guardate i tassi di cambio e non abbiate paura. Non guardate le tabelle con i tassi di cambio, guardate avanti. Aspettiamo dalla Russia sei milioni di turisti“, ha dichiarato Erdogan alla nazione, promettendo ossigeno dal settore turistico. “Se avete dollari, euro o oro – ha aggiunto – andate in banca e cambiate tutto in lire turche”. “Ricordate – ha anche ammonito il popolo -, se loro hanno i dollari, noi abbiamo la gente, il nostro diritto, il nostro Allah”. 

EUROPA IN ROSSO, MILANO LA PEGGIORE – Il tracollo della lira turca, precipitata del 20% in un solo giorno rispetto al dollaro, e il timore di un contagio per le banche dell’Eurozona esposte sul paese asiatico, hanno spinto al ribasso le principali del Vecchio Continente con perdite particolarmente significative per Milano, la peggiore. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ha chiuso a -2,51% risentendo, oltre che dei pesanti ribassi accusati dal settore bancario, anche dalla nuova impennata dello spread, salito in chiusura a 267 punti, il livello più alto da due mesi. Chiusura in negativo anche per Parigi (-1,59%), Londra (-0,97%), Francoforte (-1,99%) e Madrid (-1,56%). Sul fronte dei cambi, l’euro ha chiuso debole scendendo a 1,1419 dollari (da 1,1527 ieri sera), il livello più basso da luglio 2017, e a 126,31 sullo yen. 

ITALIA PARTNER IMPORTANTE – Dalle banche alle infrastrutture, dalle auto alle autostrade: la Turchia è da anni un mercato molto importante per le imprese italiane, con un interscambio totale che sfiora i 20 miliardi di euro. Molti gli investimenti nella regione anatolica di gruppi come Pirelli, Fiat e da alcuni anni Unicredit, che hanno reso nel 2017 l’Italia il quinto partner commerciale della Turchia. Un “mercato prioritario” per l’export italiano, lo definisce la Sace, la società di assicurazioni degli esportatori. Inevitabile che si senta anche in Italia l’impatto della crisi finanziaria che colpisce il Paese.

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