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Torino perde il Salone dell’Auto. Dal 2020 si terrà in Lombardia

Non ci sarà l’edizione 2020 del Salone dell’Auto di Torino – Parco Valentino. La kermesse motoristica torinese, che in cinque anni ha visto un crescendo di partecipazione sia in termini di pubblico che di espositori trasloca in Lombardia, con un programma da definire che vedrà l’apertura a Milano.

Una perdita importante per il capoluogo piemontese. Una beffa, considerato che in Italia non ci sono più saloni automoblistici di rilievo, e che i saloni tradizionali – come Francoforte, Parigi o Ginevra – soffrono un calo di pubblico.

Il Salone dell’Auto di Torino no. In controdenza rispetto ai più nobili saloni europei, nelle cinque edizioni disputate ha visto via via aumentare i visitatori. Merito della formula scelta: all’aperto nel verde del parco, con ingresso gratuto e apertura fino a tarda sera. L’edizione 2019 ha contato 700.000 visitatori, 54 Marchi auto presenti e ha dato ampio spazio alla mobilità sostenibile e all’auto elettrica.

Alla base della clamorosa decisione ci sarebbero i contrasti non solo tra gli organizzatori e il comune di Torino, ma anche quelli all’interno della giunta Appendino. Con alcuni esponenti politici torinesi che non vedevano l’ora di sbarazzarsi dell’evento al Parco Valentino.

Il Salone dell’Auto trasloca da Torino a Milano. Le parole del Presidente Levy

Queste le parole del Presidente del Salone dell’Auto Andrea Levy: “Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare la 6a edizione in Lombardia in collaborazione con ACI. Sarà un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica a Milano nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020. Ringraziamo la Città di Torino per aver collaborato in questi 5 anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali”.

Nella giunta Appendino molti contrari al Salone dell’Auto

Che il Salone dell’Auto di Torino sia stata una manifestazione mal sopportata – e a tratti avversata – all’interno della giunta della Sindaca Chiara Appendino è un concetto chiaro da tempo.

Nove consiglieri del Movimento Cinque Stelle avevano preparato una mozione per chiedere alla Sindaca Appendino e alla giunta l’allontanamento dal Parco Valentino di tutte le manifestazioni fieristiche. Secondo la consigliera grillina Viviana Ferrero, “per recuperare la vocazione ambientalista del Movimento”.

Ma non tutti nel gruppo consiliare 5 Stelle erano d’accordo: Marco Chessa e Andrea Russi hanno già prennunciato il voto contrario alla mozione. Va detto che Chiara Appendino si è sempre mostrata favorevole al Salone dell’Auto, partecipando in prima persona all’inaugurazione della kermesse nel 2018 e dando via alla Night Parade dell’edizione 2019.

Ma il suo vice – Guido Montanari – si è dichiarato ostile alla kermesse, anche con dichiarazioni piuttosto avventate e di certo prive di equilibriio. “Fosse stato per me” – ha detto nei giorni scorsi Montanari – “il Salone al Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori.”

L’Assessore al Turismo Albero Sacco – però – aveva smorzato i toni, smentendo l’allontanamento del Salone dell’Auto e – anzi – crcando di legarlo ad una promozione congiunta con le Atp Finals.

Gli organizzatori avevano incontrato la Regione Piemonte

Il presidente del Salone dell’Auto di Torino Andrea Levy aveva incontrato martedì 9 luglio il presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

Tronzano aveva detto: “la Regione farà tutto ciò che è nelle sue possibilità affinché una manifestazione internazionale che per noi è motivo di grande orgoglio non lasci Torino”. Poi, chiamando in causa direttamente la Sindaca Appendino, ha aggiunto: “spero che anche il Comune faccia la sua parte”.

Evidentemente non è bastato. I dettagli del nuovo progetto e il nuovo logo saranno svelati a settembre in una conferenza stampa ufficiale congiunta con le amministrazioni dei comuni coinvolti.

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