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Skripal, i due sospetti in tv: "A Salisbury solo per turismo" - Viaggi News
lunedì , novembre 19 2018
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Skripal, i due sospetti in tv: "A Salisbury solo per turismo"

Skripal, i due sospetti in tv: “A Salisbury solo per turismo”

Macché agenti dei servizi segreti, a Salisbury eravamo solo turisti. Parola di Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov, i due russi accusati da Londra di aver avvelenato l’ex spia Serghej Skripal e sua figlia Julija. Una settimana dopo che la Gran Bretagna aveva diffuso le loro identità, i due uomini sono usciti allo scoperto concedendo un’intervista a una tv russa sostenendo di essere “piccoli imprenditori” nell’industria del fitness e di essere andati in Gran Bretagna solo perché i loro amici gli suggerivano da tempo di visitare lo Wiltshire. Una ricostruzione che il governo britannico ha definito  “un insulto all’intelligenza”. “La Russia si copre di ridicolo”, ha commentato il segretario britannico agli Affari Esteri Alan Duncan. “Se questi due sospetti sono pronti a rispondere alle domande della tv russa, che vengano qui a rendere conto di quello che sappiamo hanno fatto”.

“I veri Petrov e Boshirov mi hanno chiamato al cellulare. Ho passato una serata con loro”, ha twittato in mattinata la direttrice dell’agenzia di stampa Rossija Segodnja e della tv Rt (ex Russia Today) Margarita Simonjan, autrice dell’intervista. Solo il giorno prima il presidente russo Vladimir Putin aveva invitato i due uomini a farsi avanti. “Sappiamo chi sono, li abbiamo trovati.Non c’è niente di criminale qui, ve lo assicuro”.

Spent an evening with Petrov and Boshirov. Yes, the “Salisbury GRU agents”.

Interview coming later today.

— ????????? ???????? (@M_Simonyan) 13 settembre 2018

Nella lunga intervista i due sospetti sostengono che Boshirov e Petrov sono le loro vere identità, cosa messa in dubbio da Londra, e che le loro vite “sono diventate un incubo” da quando le autorità britanniche hanno diffuso le immagini della loro visita a Salisbury accusandoli di essere agenti a servizio dell’intelligence militare russa Gru. Ammettono di essere stati nella cittadina britannica Salisbury il 2 e 3 marzo, ma solo per vedere “la famosa cattedrale”, la sua “guglia da 123 metri” e il suo “orologio”. “I nostri amici ci suggerivano da tempo di visitare questa bellissima città”, ha detto Boshirov. La casa di Skripal? “Non sappiamo dove sia. Forse ci siamo passati accanto o forse no”.

Le autorità britanniche sostengono che i due sospetti avrebbero effettuato un sopralluogo a Salisbury il 3 marzo e siano tornati l’indomani per contaminare la porta d’ingresso di casa Skripal con l’agente nervino Novichok che avevano nascosto in un flacone di profumo. “Non è stupido per due uomini per bene avere profumo da donna? I controlli alla frontiera sono ovunque, ci avrebbero chiesto per quale motivo avessimo profumo da donna nel bagaglio. Non ce l’avevamo”, ribattono i due. E spiegano di essere rimasti solo un’ora il 3 marzo a causa del cattivo tempo e di essere perciò tornati a visitare la città l’indomani. “Abbiamo camminato, ci siamo goduti i magnifici edifici gotici. Per qualche ragione, non lo mostrano. Ci mostrano solo mentre andiamo in stazione”.

Boshirov e Petrov, davanti alle telecamere, si sono presentati come semplici turisti. I due uomini hanno confermato di aver raggiunto Salisbury il 2 e il 3 marzo. “I nostri amici da tempo ci suggerivano di visitare questa splendida città”, ha detto Petrov. “Ovviamente eravamo andati lì per vedere Stonehenge e Old Sarum, ma non siamo riusciti a farlo, perché c’era fango dappertutto”. I due uomini hanno negato di aver portato il Novichok in un flaconcino di profumo: “Non è stupido per due uomini per bene avere profumo da donna? I controlli alla frontiera sono ovunque, ci avrebbero chiesto per quale motivo avessimo profumo da donna nel bagaglio. Non ce l’avevamo”, ha detto Boshirov.

L’intervista televisiva è solo l’ultimo sviluppo di una vicenda iniziata lo scorso marzo e che ha ulteriormente inasprito i rapporti tra Mosca e l’Occidente già tesi dopo l’inizio del conflitto in Est Ucraina e l’annessione della penisola di Crimea nel 2014. Ecco un riepilogo.

L’avvelenamento. Il 3 marzo Serghej Skripal e la figlia vengono trovati privi di coscienza su una panchina a Salisbury. Avvelenamento da Novichok, un potente agente nervino sintetizzato in un ex laboratorio sovietico, diranno gli inquirenti. Londra accusa subito la Russia di essere responsabile del tentato assassinio ed espelle 23 diplomatici russi per protesta. Altri 24 Paesi, tra cui Stati Uniti e Italia, partecipano alla raffica di espulsioni per solidarietà alla Gran Bretagna. Mosca respinge ogni accusa e allontana un diplomatico straniero per ogni russo costretto a rientrare in patria.

Chi è Skripal. Serghej Skripal è un agente del Gru, il potente servizio d’intelligence militare sovietico. Rapida carriera fino a diventare colonnello, fa la spola tra Malta e la Spagna. Ma, dicono gli amici, è diventato “ingordo”. Sono gli anni Novanta. Di nascosto dal Direttorato, Serghej lancia un’impresa d’importazione del vino insieme a uno spagnolo di nome Luis, incontrato in uno dei suoi tanti viaggi. È Luis a presentargli nel 1995 Antonio Alvarez de Hidalgo, falsa identità dietro cui si nasconde l’agente del Mi6 Pablo Miller. Antonio, alias Pablo, finge di essere un imprenditore che vuole mettersi in affari con lui. Per lusingarlo gli tende anche la cosiddetta “trappola del miele” e lo porta in uno strip-club, ma non funziona. Il colonnello non tradirebbe mai la moglie. Ma finisce con il tradire la Russia. Per denaro. Rivela ai servizi britannici l’identità di almeno suoi 300 colleghi.

Nel 1999 Serghej si congeda dal Gru per motivi di salute e si sposta al Dipartimento affari generali del ministero degli Esteri dove resta quattro anni prima di diventare professore presso l’Accademia militare-diplomatica del ministero della Difesa. Continua a collaborare con il Mi6. Ora che è fuori dai servizi, passa informazioni sulle unità del Gru. Viaggia spesso tra Spagna, Malta e Gran Bretagna e la città turca di Izmir per incontrare gli agenti di contatto britannici che si fingono turisti. Con sé porta sempre l’ignara moglie Ljudmilla. Nel dicembre 2004 viene arrestato a due passi dalla sua abitazione moscovita al rientro da uno dei suoi viaggi in Gran Bretagna. Per la famiglia è uno shock.

Il processo. Il processo avviene a porte chiuse in un tribunale militare. Skripal si riconosce colpevole. Alla lettura della sentenza vengono ammessi i giornalisti. Serghej ascolta silenziosamente mentre il giudice legge il verdetto: 13 anni di carcere per “alto tradimento in forma di spionaggio”. In un editoriale “Komsomolskaja Pravda”, sostiene che il colonnello “se la sia cavata con poco” e che in epoca sovietica sarebbe stato ucciso. È l’agosto 2006. Skripal viene strappato di tutti i suoi titoli e riconoscimenti e confinato in una colonia penale in Mordovia, a Sudest di Mosca. Prova a fare appello, invano.

Lo scambio di spie. Dopo cinque anni e mezzo trascorsi in carcere, succede l’inaspettato. A Skripal viene detto di prepararsi a partire. Lo caricano in manette su un van diretto a Mosca. È solo nella prigione Lefortovo della capitale che intuisce che sta per succedere qualcosa di eccezionale: il più spettacolare scambio di spie dalla fine della guerra fredda. Skripal viene imbarcato su un volo per Vienna insieme a Igor Sutjaghin, Aleksandr Zaporojskij e Ghennadij Vasilenko, tutti condannati per aver lavorato per l’intelligence britannica o americana e ora graziati dall’allora presidente Dmitrij Medvedev. A mezzogiorno in punto del 9 luglio 2010 due aerei atterrano e vengono parcheggiati fianco a fianco. Dall’aereo arrivato dagli Stati Uniti, scendono dieci “agenti dormienti” russi scovati negli Stati Uniti appena tredici giorni prima. C’è anche Anna Chapman, detta la Rossa. Da quello moscovita, escono Serghej e gli altri tre professionisti del doppiogioco.
 
La vita nel Regno Unito. Vasilenko va a vivere a Leesburg, periferia di Washington, dove lavora anche per il Partito Repubblicano. Anche Zaporojskij si trasferisce negli Stati Uniti nei pressi di Baltimora, ma fa perdere le sue tracce. Sutjaghin e Skripal, invece, iniziano una nuova vita in Gran Bretagna. Ma mentre Sutjaghin – che si è sempre professato innocente – lavora presso il Royal United Service Institute, Skripal sceglie di vivere a Salisbury dove tiene un profilo basso. Fino allo scorso marzo.

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