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Seychelles, l’arcipelago delle meraviglie

“Il verde è il colore principale del mondo, e ciò da cui nasce la sua bellezza” – disse Pedro Calderon de la Barca. Ebbene sì, il colore della natura emana un fascino magnetico: al fine di ammirarlo in tutto il suo splendore non resta che mettersi alla ricerca di mete ancora poco battute dal turismo di massa dove ritrovarsi protagonisti di una cartolina vivente. Come le Seychelles: sono 115 le isole che formano quello che si potrebbe definire ‘l’arcipelago delle meraviglie’, veri e propri gioielli immersi tra le limpide acque dell’Oceano Indiano caratterizzati da paesaggi incontaminati gelosamente tutelati. Il 43% della superficie, infatti, è protetta. Non solo belle immagini ma vere esperienze multisensoriali quelle che si prospettano all’orizzonte di tutti coloro che intendono regalarsi un sogno.

Seychelles, tutti i colori del paradiso

C’è chi pensa che la destinazione sia una prerogativa dei novelli sposi alle prese con la luna di miele ma, in realtà, tutti sono i benvenuti. Non solo ozio: oltre a concedersi intensi bagni di sole vale la pena tirare fuori il proprio spirito avventuriero e prendere parte a memorabili escursioni. A La Digue, la più piccola delle isole abitate, basta munirsi di una bici e, pedalando lungo i percorsi che si snodano sulla costa sud-orientale, si scoprono le più belle attrazioni dell’isola.

Anse Source d’Argent – La Digue

A spiccare in primis è ovviamente lei, Anse Source d’Argent, una delle spiagge più fotografate del mondo facilmente riconoscibile per le incantevoli rocce di granito rosa, la lucente sabbia e la rigogliosa vegetazione che fa da sfondo. Gli amanti dello snorkeling, indossando boccaglio e pinne, hanno l’opportunità di incontrare variopinti pesci in quello che si potrebbe definire un vero e proprio acquario vivente. Non sono da meno le splendide spiagge di Grand Anse, Petite Anse e Anse Cocos raggiungibili concedendosi un trekking nella giungla: onde evitare di perdersi, vale la pena avvalersi di una guida esperta, come Arphy (rintracciabile presso La Digue Island Lodge), pronto a illustrare non solo la strada ma anche i segreti delle piante tropicali che si incontrano lungo il tragitto. Dopo tanta fatica, una volta giunti a destinazione, non resta che mettersi in libertà e premiarsi con un bel tuffo. Attenzione però alle correnti, possono essere pericolose motivo per cui è bene attenersi alla segnaletica.

Vallée de Mai, alla scoperta del Coco de Mer

Un nome un programma: Praslin, ovvero “l’isola delle palme”, sorprende con una natura rigogliosa dove a colpire gli amanti dell’eco-turismo è soprattutto lei, la Vallée de Mai. Questa riserva naturale, con i suoi 19,5 ettari di meraviglie, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1983 e, dal 1989, è gestita dalla Seychelles Islands Foundation (SIF). Al suo interno è possibile ammirare bellissimi esemplari di Coco de Mer, una delle sei palme endemiche delle Seychelles (si trovano solo sulle isole di Praslin e Curieuse). La loro peculiarità? Le iconiche noci il cui seme è il più grande del regno vegetale: può arrivare a pesare anche 20 kg. Se si ha occhio, ma anche fortuna, passeggiando lungo i numerosi sentieri del parco è possibile avvistare tra le foglie diverse specie endemiche come il pappagallo nero e il camaleonte tigre delle Seychelles, solo per citarne alcune.

Coco de Mer – Vallée de Mai – Praslin

Impossibile lasciare l’isola senza aver fatto un tuffo nella famosissima spiaggia di Anse Lazio: una bellezza che, alla sola vista, mozza il fiato. Il motivo? Ovviamente la scenografia caratterizzata da una morbida sabbia bianca lambita da acque cristalline e da maestose palme. Impossibile non lasciarsi incuriosire dall’Honesty bar, un locale nascosto tra la fitta vegetazione dove ci si serve da soli. Proprio così: niente personale, i clienti sono invitati a scegliere ciò che intendono consumare per poi lasciare i soldi sotto al bancone.

SEYCHELLES, PARADISO ECO-LODGE TRA TERRA E MARE (Turismo.it)

Soggiorno con vista La natura è davvero ovunque: non ha prezzo svegliarsi al mattino, aprire la porta della propria stanza e ascoltare il rumore del mare. Isola che vai, paradiso che trovi: sono tanti i resort che puntano alla valorizzazione delle culture locali e delle risorse ambientali. A La Digue, ad esempio, sulla spiaggia di Anse Reunion sorge La Digue Island Lodge
, una struttura completamente gestita da personale locale che propone sistemazioni in stile creolo immerse in un variopinto giardino tropicale. Oltre ai suoi deliziosi chalet, a disposizione anche la famosa ‘yellow house’, una casa coloniale datata 1900 (accuratamente restaurata) dove sperimentare il fascino e l’autenticità dell’ospitalità creola.

A Praslin, invece, sulla Baie Sainte Anne, o meglio sulla costa sabbiosa di Anse Volbert, a deliziare tutti coloro che sono alla ricerca di un angolo di quiete è il Paradise Sun Hotel
. A dare ospitalità non sono anonime camere bensì cottage in stile creolo completamente circondati da palme e giardini tropicali. Qui ci si rilassa ma non solo: a deliziare gli ospiti è un fitto programma che comprende passeggiate nella natura, lezioni di artigianato e di cucina creola.

In spiaggia con le tartarughe Rimanendo a Praslin, a deliziare gli amanti dell’eco-turismo è il Constance Lémuria
, un rifugio di lusso dove, immersi in cento ettari di vegetazione, gli ospiti hanno la possibilità (nonché la fortuna) di ammirare un panorama unico tutelato con grande attenzione dal Landscape Manager, responsabile  della parte naturalistica e paesaggistica del resort. Una delle maggiori attrazioni è decisamente lei, Anse Georgette, una delle spiagge più belle del mondo incastonata tra massi di granito e una florida vegetazione. Non solo è anche una delle location, insieme a Grande Anse Kerlan e Petite Anse Kerlan, dove è possibile ammirare bellissimi esemplari di tartarughe marine, le verdi e le embricate, entrambe in pericolo di estinzione. In compagnia di Robert Matombe, il turtle manager, è infatti possibile assistere a quello che si potrebbe definire un vero spettacolo della natura: la nidificazione e la schiusa delle uova. Il tutto in maniera non invasiva, ovviamente.

Tartaruga – Praslin

Infine, spostandosi a Mahé, a spalancare le braccia a tutti coloro che hanno un animo green è il Constance Ephelia
: definirlo un hotel sarebbe davvero riduttivo. Parliamo di un microcosmo (eletto lo scorso anno Indian Ocean’s Leading Green Resort nell’ambito dei World Travel Awards) affacciato sul Parco Nazionale Marino di Port Launay che, in 120 acri di superficie tra spiagge incontaminate e una vegetazione lussureggiante, invita a regalarsi una vacanza all’insegna della spensieratezza e della sostenibilità.

SEYCHELLES, DALLE TARTARUGHE AL CASINÒ (Turismo.it)

Impossibile lasciare le Seychelles senza un pizzico di nostalgia: i suoi scenari, a dir poco memorabili, rimangono ben impressi come se fossero stati disegnati nella mente con un pennarello indelebile. Come disse Henry David Thoreau: “Il paradiso è sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste”.

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