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Rarissimo cetaceo ripreso in video nel Mar dei Caraibi

Rarissimo cetaceo ripreso in video nel Mar dei Caraibi

Il mesoplodonte di Gervais è senza dubbio uno dei mammiferi più elusivi tra quelli che nuotano nei nostri mari. La maggior parte delle informazioni che abbiamo su di loro sono basate sugli studi svolti sulle loro carcasse spiaggiate mentre la prima prima osservazione dal vivo è avvenuta solo 20 anni fa.

Il 27 febbraio scorso il fotografo

Patrick Dykstra ha ripreso quelle che sono probabilmente le prime immagini aeree di un mesoplodonte di Gervais. Stava filmando a circa 5 chilometri dalla costa occidentale di Dominica, nel mar dei Caraibi, quando lui e suo il team della Picture Adventure Expeditions si sono imbattutti casualmente nel mesoplodonte mentre documentavano i capodogli.

Le autopsie eseguite sui mesoplodonte di Gervais ci hanno rivelato che si nutrono di cefalopodi e secondo Dykstra potrebbero essere stati attratti nella zona dai calamari di cui si stavano cibando anche i capodogli.

“All’inizio pensavamo di aver visto dei delfini”, racconta Dykstra. “I mesoplodonte di Gervais non sono certo qualcosa che ci si aspetta di vedere. Gli avvistamenti in tutto il mondo sono sono stati meno di dieci”.

Dopo aver analizzato meglio le riprese fatte dal drone, Dykstra e i suoi colleghi si sono resi conto che avevano filmato una famiglia con due maschi, una femmina e un piccolo. Hanno mostrato quindi il materiale all’esperto polacco di mesoplodonti Wojtek Bachara e ad Antonio Mignucci, un oceanografo fondatore del centro di documentazione Caribbean Stranding Network, che hanno entrambi confermato l’avvistamento.

“Anche se non è granché è comunque una nuova finestra sulle vite di una specie incredibilmente rara”, dice Dykstra al National Geographic via email.

Non è la prima volta che Dykstra filma dei cetacei rari. A ottobre ha ripreso delle balenottere azzurre, i più grandi animali del Pianeta, impegnate nel corteggiamento. Ottenere delle immagini dei mesoplodonte di Gervais è però ancora più difficile e queste riprese sono un’esclusiva National Geographic.

Questa specie di cetacei, i Mesoplodon europaeus, da non confondere con lo zifio (Ziphius cavirostris), vengono chiamati a volte anche “delle antille” o “della Corrente del Golfo” perché vivono spesso nell profonde acque calde dell’Atlantico centrale e settentrionale. La IUCN la classifica come “data-deficient”.

Questa specie non è stata documentata sino a quando un esemplare non è stato ritrovato galleggiante nel 1840 nella Manica. Altre riprese tremolanti sono state eseguite con dei cellulari, mentre le immagini di Dykstra potrebbero essere le prime di qualità professionale.

“Non conosco nessuno che sia attualmente in possesso di riprese aeree di Mesoplodon europaeus”, dice Dee Allen, responsabile dei progetti di ricerca presso la Marine Mammal Commission del Maryland. “Sono animali davvero affascinanti da seguire perché trovarli è davvero una sfida”.

In lontananza il mesoplodonte di Gervais può essere a volte confuso con le altre 21 specie che compongono la famiglia degli Ziphiide. In realtà hanno la fronte leggermente sporgente e un rostro stretto e pronunciato. Sono di colore grigio scuro o blu-nero, con la parte inferiore del corpo grigio chiaro, segnata da irregolari macchie bianche. Questi cetacei possono pesare oltre una tonnellata e arrivare a misurare fino a 5 metri. Solitamente vivono più o meno 27 anni, ma stando ad alcune ricerche in alcuni casi possono arrivare fino ad un’età di 48.

Allen osserva che il tratto distintivo dei mesoplodonte di Gervais è la localizzazione dei loro due denti bianchi. I maschi adulti del genere Mesoplodon hanno una sola coppia di incisivi nella loro mascella inferiore che emerge con gli anni. Questi denti possono essere visti nei maschi anche quando hanno la bocca chiusa ma nella femmine restano nascosti. Uno dei maschi che compare nel video ha anche delle cicatrici, risultato, secondo Allen, di preceenti scontri con altri maschi.

“Il vero modo per identificare la specie in questo caso è la forma, la dimensione e la localizzazione dei denti nella mascella inferiore”, spiega Allen a National Geographic via email dopo aver visionato le riprese. “Immagini aeree come queste, fatte sia da droni che da veivoli, ci possono dare una nuova prospettiva sulla vita di questi cetacei”. 

Quando nuotano gli Ziphiide ripiegano strettamente le pinne al corpo affusolato. Si immergono a grandi profondità e sono in grado di scendere per migliaia di metri sotto la superficie del mare, fin dove l’acqua è buia e fredda. Possono trattenere il respiro anche a profondità in cui la pressione farebbe esplodere i polmoni degli esseri umani così come dei cetacei abituati a vivere nelle acque poco profonde. Le loro immersioni possono durare un’ora o anche di più e vengono ripetute diverse volte al giorno per andare a caccia di cibo.

“Vengono in superficie per brevi durate di tempo”, aggiunge Allen. “Sono abituati a vivere in questo ambiente estremo e riescono a cavarsela, il che è piuttosto sorpendente”.

Malgrado la sua robustezza il mesoplodonte di Gervais potrebbero essere minacciato, anche se la scarsezza di informazioni non ci permette di saperlo con certezza. E’ capitato che venga catturato accidentalmente nelle battute di pesca. Inoltre, come diverse altre specie marine, il mesoplodonte di Gervais è minacciato dal riscaldamento globale.

“Vivono in ambienti estremi, hanno comportamenti estremi e hanno morfologia, anatomia e fisiologia estrema”, sottolinea Allen. “Mi fa sorridere il sapere che esistono perché ci ricorda quanto la natura sia in grado di ridimensionarci”.

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