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Polisocial Award, quando l

Sono stati premiati con oltre 500.000 € i vincitori di Polisocial Award 2018, la quinta edizione della competizione che sostiene i progetti di ricerca ad alto contenuto sociale del Politecnico di Milano, finanziati con il contributo del 5 per mille IRPEF destinato all’Ateneo e che quest’anno ha avuto come area geografica di studio l’Africa. Hanno nomi che evocano suoni lontani, ma i bisogni sono simili a quelli di tante città nel mondo, dall’emergenza abitativa alla mobilità sostenibile, passando per la pianificazione complessa territoriale. L’edizione 2018 del Polisocial Award è stata dedicata ai temi della Cooperazione e Sviluppo.

Cos’è il Polisocial Award

Il premio è promosso da Polisocial, il programma di impegno e responsabilità sociale del Politecnico di Milano attivo dal 2012, attraverso il quale l’Ateneo mira a sviluppare la terza missione dell’università e a promuovere l’attivazione di quest’ultima in chiave etica e a servizio della comunità. Polisocial è uno dei primi programmi di responsabilità sociale di natura accademica nel panorama italiano ed è stata attivata nel 2012 la competizione Polisocial Award, che nel corso delle sue cinque edizioni ha visto la candidatura di oltre 190 progetti e il finanziamento di 34 proposte, con un investimento diretto di 2.500.000 € erogato dal Politecnico grazie al 5 x mille IRPEF destinato all’ateneo e ulteriori fondi offerti da partner esterni a cofinanziamento dell’iniziativa.

Città e comunità smart ovunque

I progetti finanziati dal Polisocial Award saranno avviati a inizio marzo e avranno durata di 15 mesi, hanno come ambito tematico quello delle Città e Comunità Smart e propongono percorsi di ricerca multidisciplinare finalizzati a identificare piani di sviluppo locale in Eritrea, Mozambico e Somalia. Ecco nel dettaglio i punti chiave dei progetti vincitori.

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BECOMe

Business ECOsystem design for sustainable settlements in Mogadishu: affordable housing, local entrepreneurship and social facilities è il progetto focalizzato sulla Somalia che punta alla realizzazione di un modello di sviluppo integrato per Mogadiscio, basato su un ecosistema di business finalizzato a promuovere insediamenti sostenibili con alloggi, spazi imprenditoriali, servizi sociali e produzione di energia rinnovabile. Tra i principali bisogni della popolazione somala, infatti, c’è la risoluzione dell’emergenza abitativa determinata dall’intensa crescita della popolazione, gli alti livelli di povertà, il danneggiamento di edifici provocato dalla guerra civile e la generale insicurezza nelle aree di conflitto. (Responsabile scientifico: Prof. Oscar Bellini)

BOA_MA_NHA!

Study for the integrated development of the regions BOAne, MoAmba, NamahacHA ha visto un team multidisciplinare composto da ricercatori di Polimi con il supporto di colleghi di UEM (Maputo) e UniMi studiare un’area metropolitana del Mozambico frammentata dal punto di vista amministrativo e di cui mancano dati statistici e cartografici, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo integrato della regione e diffondere la cultura di un’efficace pianificazione territoriale, mettendo a disposizione delle amministrazioni locali un piano di sviluppo e una metodologia di cui verrà testata la replicabilità. Uno dei punti focali della ricerca è la creazione di un modello sul nexus acqua-energia-cibo a supporto della pianificazione regionale strategica, con particolare riferimento al settore agricolo. (Responsabile scientifico: Prof.ssa Laura Montedoro)

SAFARI NJEMA

From informal mobility to mobility policies through big data analysis è anch’esso un progetto dedicato al Mozambico. Circa l’80% della mobilità nelle grandi città africane si basa su sistemi di mobilità informale: quasi la totalità delle famiglie non dispone di un’auto ma allo stesso tempo scarseggiano sistemi di trasporto pubblico affidabili ed economicamente accessibili. Tramite l’analisi e la produzione di nuovi dati, a partire dalle informazioni offerte dall’utilizzo della telefonia mobile, il progetto SAFARI NJEMA esplora soluzioni bottom-up e place-based replicabili e alternative a modelli formali. (Responsabile scientifico: Prof. Simone Vantini)

EMotion

Eritrea Mobility and Cultural Heritage: New Frontiers of the Horn of Africa Nel Corno d’Africa si pone la questione del ruolo della mobilità come driver di crescita economica ed equità sociale della regione. In Eritrea si corre però il rischio di non preservare l’infrastruttura storica preesistente, un patrimonio culturale costituito da una rete stradale e ferroviaria che collega siti di importanza architettonica e archeologica. Il progetto si concentra sull’asse Asmara-Massawa, una strada a carreggiata unica lunga 117 km che, oltre ad essere funzionale al trasporto di beni e merci, tocca trenta strutture civili di valore storico e architettonico. Il team del progetto si occuperà di inventariare siti di interesse e raccogliere dati ad oggi non esistenti sui movimenti di beni e persone, al fine di formulare scenari di sviluppo commerciale, culturale e turistico. (Responsabile scientifico: Prof. Federico Cheli).

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