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New York, stop di 12 mesi alle licenze per le aziende come Uber

New York, stop di 12 mesi alle licenze per le aziende come Uber

Stangata di New York contro i servizi di noleggio auto con conducente. Il 9 agosto la Grande Mela è diventata la prima città degli Stati Uniti ha ad avere adottato importanti misure anti-traffico, ma che di fatto limiteranno l’espansione di realtà come Uber e Lyft.

Blocco alle licenze e salari minimi

Il Consiglio comunale ha votato l’approvazione di un pacchetto di misure che prevede il blocco alla concessione di nuove licenze per società di noleggio con conducente per i prossimi 12 mesi; e la fissazione di un salario minimo per gli autisti. Il pacchetto, avversato dalla maggior parte delle aziende che offrono i servizi di prenotazione delle corse, mira a ridurre la congestione del traffico nella Grande Mela e ad aumentare gli stipendi dei conducenti, messi in crisi dalla crescita esplosiva dei veicoli a noleggio diretto.

Soddisfatto Bill de Blasio

Soddisfatto il sindaco di New York, Bill de Blasio, che ora dovrà firmare il provvedimento perché diventi subito legge. Il primo cittadino e lo speaker del Consiglio Comunale Corey Johnson sono convinti che la sospensione dell’emissione di licenze per un anno aiuterà il traffico della città, sempre più congestionato dalle corse in auto condivise. “Stiamo sospendendo l’emissione delle licenze a un’industria alla quale è stato consentito di crescere senza un appropriato controllo e senza appropriate regole” ha detto Johnson poco prima del voto. Per De Blasio “questa azione fermerà l’afflusso di automobili che contribuiscono alla congestione” ha dichiarato il sindaco in una nota precisando che la nuova legge prevede l’eccezione per i veicoli accessibili alle sedie a rotelle.

Le reazioni delle compagnie

Secondo la New York City Taxi and Limousine Commission, il numero dei veicoli attivi a New York è passato da circa 12600 unità del 2015 alle 80mila del 2018. I taxi gialli attivi con regolare licenza sono 14mila. Lo sforzo per contenere la crescita di questi numeri e le conseguenze ad essa associate sono state duramente criticate dai principali destinatari del provvedimento. Uber, che nei giorni scorsi ha messo in guardia i suoi clienti sul fatto che la misura approvata potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi e in attese più lunghe, ha commentato il voto del consiglio comunale con parole dure. “La pausa di 12 mesi della città sulle nuove licenze dei veicoli minaccerà una delle poche opzioni di trasporto affidabili senza fare nulla per sistemare le metropolitane o ridurre la congestione“, ha detto Uber in una nota. Segue Lyft, diretta concorrente di Uber, secondo cui “questi tagli radicali ai trasporti riporteranno i newyorkesi indietro ai tempi in cui si litigava per trovare una corsa libera”. Via, che gestisce viaggi condivisi con soste prestabilite, spera che la città faccia un’eccezione per i servizi di carpool, che riducono la congestione del traffico e offrono ai conducenti la possibilità di guadagnare dei soldi.

I tassisti: “è una vittoria”

Se le aziende colpite, protestano, i tassisti della Grande Mela gioiscono. L’ascesa di Uber e simili ha infatti danneggiato pesantemente la loro attività, riducendo drasticamente gli stipendi e il valore delle licenze dei taxi. Se nel 2013 la licenza valeva 1,3 milioni di dollari, il prezzo è ora crollato a 160mila dollari. La New York Taxi Workers Alliance, un’unione di 18mila associati che rappresenta i tassisti della città, ha salutato il voto del consiglio come una vittoria sottolineando come negli ultimi sei mesi sei tassisti si sono tolti la vita in seguito allo stato di povertà cui erano stati ridotti dalla saturazione del mercato con Uber e altre società simili. “New York City è la prima città del paese ad promulgare le richieste dei conducenti nella legislazione”, si legge sul sito web del sindacato.

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