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Migrazioni su tessuti

Finestre migranti. Finestre che si aprono perché lo sguardo curioso possa entrare e scoprire un mondo variegato e mutevole, quello delle migrazioni, che accoglie l’osservatore e contemporaneamente stupisce e fa riflettere, meraviglia e interroga. Le migrazioni in ogni loro aspetto, migrazioni che conosciamo, che intuiamo, che ricordiamo o abbiamo dimenticato, verranno rappresentate nella mostra «Finestre migranti» dal 25 al 28 aprile a Verona nell’ambito della manifestazione Verona Tessile.

Il progetto ha avuto inizio quattro anni fa su iniziativa dell’artista tessile Annamaria Brenti che ha proposto di raccogliere in una serie di quilt (trapunte formate da strati di tessuto cuciti insieme e arricchite da elementi decorativi) riflessioni e testimonianze proprio sul tema delle migrazioni, intese nel loro significato più ampio: dalle migrazioni di singoli o singole famiglie, a quelle di interi gruppi di persone o popoli, a iniziare dalle migrazioni bibliche; migrazioni decise e volute, e migrazioni a cui si è costretti, come gli attuali viaggi nel Mediterraneo o quelle per sfuggire alle persecuzioni; migrazioni subite, come le deportazioni; migrazioni di animali dovute ai cambiamenti climatici e ambientali, come accade in Kenya o nella baia di San Francisco; migrazioni di tessuti e oggetti nel mondo. Ogni quilt, pur essendo singola, è parte di un’unica creazione: deve essere realizzata con una particolare tecnica orientale, le finestre di cattedrale, avere un’altezza di 90 cm e una lunghezza minima di 150 cm in modo da poter essere unita alle altre. Al momento l’opera complessiva misura circa 70 metri e comprende quilt di artisti provenienti da Lazio, Piemonte, Toscana, Lombardia, Veneto, Sicilia, Sardegna, ma anche Stati Uniti, Cile, Argentina, Israele, Kenya.

Il «Gruppo donne valdesi di San Germano Chisone e Villar Perosa» è stato coinvolto nel progetto dalla past. Daniela Santoro che per alcuni mesi ha collaborato con la coordinatrice del gruppo quilting di Torino, Piera Quaglia. L’idea di Piera e Daniela è stata di rappresentare la storia valdese dal punto di vista delle migrazioni: dal Piemonte si migra in Europa a causa delle persecuzioni; dal 1848 ci si sposta per evangelizzare in Italia e all’estero, o per motivi economici nel nord e nel sud dell’America; la storia recente è caratterizzata dall’accoglienza dei migranti, organizzata dalla Commissione Sinodale per la Diaconia e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e sostenuta dalle chiese. Dopo un breve scambio di idee, il Gruppo Bricolage della chiesa valdese di Villar Perosa ha lavorato sulla quilt «Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi (Galati 5,1)», evidenziando il legame tra fede e viaggio, Parola e parole, essere accolti e accogliere. Un gruppo di donne di San Germano Chisone che qualche anno fa ha coordinato la diaconia comunitaria nella locale chiesa valdese occupandosi in modo particolare dei migranti richiedenti asilo nell’ambito del progetto Accogliere e farsi accogliere della Csd, ha presentato il viaggio dall’Africa all’Italia di questi giovani riportando su stoffa l’opuscolo «Africa-Italia: una speranza, un viaggio, un sogno», scritto e illustrato dagli stessi protagonisti. Una terza quilt è stata realizzata da Piera Quaglia che ha interpretato un incrocio di una planimetria del 1710 del villaggio di Kleinvillars: nella narrazione si intersecano colori vivaci, simboli, memoria e speranza, storia e immaginazione, cultura e fede. Il gruppo di S. Germano ha raccontato in un’altra quilt la storia di Sergio de Simone, un bambino napoletano ebreo, e della sua famiglia: dopo la deportazione ad Auschwitz, Sergio insieme ad altri 19 bambini viene sottoposto ad esperimenti medici e infine ucciso mentre gli altri parenti riescono, alla fine, a ricongiungersi.

Queste le quilt «valdesi» presenti a Verona, un modo originale per testimoniare una fede viva e vissuta in dialogo con l’attualità.

 

 

 

 

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