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Libano, viaggio tra le fazioni palestinesi unite contro Trump

Libano, viaggio tra le fazioni palestinesi unite contro Trump

Ain al-Hilweh, alle porte di Sidone, nel Sud del Paese, è il più grande campo profughi palestinese in Libano e da sempre è chiamato «la polveriera». Al suo interno vivono circa 80 mila rifugiati e sono presenti e attive tutte le fazioni politiche della diaspora palestinese. Una convivenza difficile che spesso esplode in conflitti armati, gli ultimi proprio un paio di settimane fa. Negli anni recenti le tensioni all’interno del campo si sono acuite a causa dell’infiltrazione dell’Isis e di altri gruppi fondamentalisti.

«TRUMP LI HA MESSI D’ACCORDO». Mohamed Gandour, giornalista libanese di madre palestinese, dice a Lettera43.it che «è davvero incredibile vedere la popolazione del campo così unita e compatta. Tra i manifestanti ci sono i fedelissimi di Fatah e di Hamas, quelli vicini all’Isis e i militanti del Fronte di Liberazione. Non più di 10 giorni fa in queste strade vicine allo stadio gli affiliati di Fatah hanno si sono scontrati con quelli di Hamas e ci sono state un paio di vittime. Il presidente Trump è riuscito a rimettere tutti insieme contro il nemico comune».

SUNNITI E SCIITI COMPATTATI. Gli slogan che rivendicano Gerusalemme come capitale o che chiedono la morte per Trump hanno attraversato tutto il Paese. Seguendo le diverse manifestazioni, colpisce come questa protesta ha, almeno temporaneamente, compattato anche sunniti e sciiti. All’Università libanese di Beirut gli studenti portavano in corteo le immagini del segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hasan Nasrallah. I manifestanti gridavano «grazie a Nasrallah la Palestina sarà libera!».

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