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La storia dei due ciclisti americani uccisi dall'ISIS in Tagikistan - Viaggi News
lunedì , novembre 19 2018
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La storia dei due ciclisti americani uccisi dall'ISIS in Tagikistan

La storia dei due ciclisti americani uccisi dall’ISIS in Tagikistan

Il 29 luglio lungo una strada a sud di Dushanbe, la capitale del Tagikistan, una coppia di americani in viaggio in bicicletta è stata uccisa insieme a uno svizzero e a un olandese, da un gruppo di uomini che aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico. I due americani si chiamavano Jay Austin e Lauren Geoghegan e avevano 29 anni. Erano in viaggio da 361 giorni: partiti dal Sudafrica, avevano attraversato l’Africa e l’Europa meridionale in bicicletta, fino ad arrivare in Tagikistan il 21 luglio. La loro storia, bella e triste, è stata raccontata sul New York Times dalla giornalista Rukmini Callimachi, esperta di Stato Islamico e terrorismo.

🌬️🌀 The polar vortex has arrived, and Lauren appears to be handling the -19C wind chill much more fashionably (and much less melodramatically) than I am. That lovely ensemble on the right consists of six top layers, four bottom layers, two beanies, four hoods, and four neck warmers, and it’s still pretty damn cold. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ This photograph was taken ( 📸: @lauranne09 ) atop a mountain in Croatia with 50+ kilometer-per-hour winds, which is perhaps a strange place to find ourselves when the aim is to be hiding from the storm somewhere indoors back in Italy. But anyway. Here we are. 😶😶

A post shared by Jay Austin (@simplycycling) on Mar 3, 2018 at 7:14am PST

Austin e Geoghegan erano due persone idealiste e, secondo quanto raccontano i loro amici, generose. Spiegavano di aver lasciato i propri lavori a Washington – Austin al Dipartimento della casa e dello sviluppo urbano degli Stati Uniti d’America, Geoghan nell’ufficio ammissioni della Georgetown University – e aver cominciato il loro viaggio perché si erano stancati delle riunioni, delle telefonate in videoconferenza e di stare davanti a un computer tutto il giorno.

Da sempre Austin era un amante dei viaggi avventurosi: aveva girato gli Stati Uniti in scooter, l’Europa in treno, aveva girato la Namibia e l’India. Era vegano e a Washington si era costruito da sé una casa mobile grande appena 13 metri quadrati, dopo essere giunto alla conclusione di non aver bisogno della maggior parte degli oggetti e dello spazio delle case normali.

Austin e Geoghegan si erano conosciuti nel 2012Geoghegan aveva passato un’estate a Beirut, in Libano, per imparare l’arabo, e un semestre a Madrid per imparare lo spagnolo, ma prima di conoscere Austin non era particolarmente avventurosa. Una delle sue amiche più care ha raccontato a Callimachi che stare insieme ad Austin l’aveva cambiata. Oltre a essere diventata vegetariana, aveva cominciato ad andare in bicicletta.

We spent most of the week off the #bikes at a really beautiful ecolodge in the mountains, #camping right on the edge of a cliff. We woke up every morning to incredible sunrises over Lake #Malawi, ate good food, and met some great people. Alas, with just a few days left on our Malawian visas, we’re now left racing toward the Tanzanian border before they expire … ➡️ 🇹🇿

A post shared by Jay Austin (@simplycycling) on Nov 6, 2017 at 9:21am PST

Austin e Geoghegan non erano però persone disorganizzate o ingenue. Per mesi prima di partire risparmiarono il denaro necessario per comprare la giusta attrezzatura. Per prepararsi fisicamente al viaggio si allenarono per un mese sulle strade dell’Islanda e organizzarono le borse da portarsi dietro in modo estremamente metodico, misurando ogni oggetto che pensavano di portare con sé. La zia di Geoghegan, Holly Geoghegan, ha raccontato a Callimachi che avevano acquistato su internet un mazzo di carte da gioco grande meno di 3 centimetri per 3, per risparmiare spazio e peso.

Partirono da Città del Capo, in Sudafrica, e poi risalirono il continente, passando per la Namibia, il Botswana, lo Zambia, il Malawi e la Tanzania, da dove presero un volo per l’Egitto e poi per il Marocco. A dicembre arrivarono in Europa e passarono anche per il nord Italia, attraversandolo con i mezzi pubblici: per qualche giorno si riposarono in una casa in Friuli Venezia Giulia, mentre fuori c’era la neve. Dall’Italia passarono alla Croazia e poi scesero lungo i paesi balcanici. All’inizio di giugno arrivarono in Asia centrale dalla Turchia, in aereo: prima di arrivare in Tagikistan avevano attraversato il Kazakistan e il Kirghizistan. Lungo il percorso non erano mancate le difficoltà: su un passo di montagna un gruppo di uomini cercò di prendere le loro bici, vicino al confine con la Spagna un automobilista aveva deliberatamente urtato Austin, mentre in Francia Geoghegan dovette farsi visitare d’urgenza per un problema alle orecchie.

Filed under: things you don’t want to find sticking out of your tire. 😩🔨 This was Lauren’s second flat in Spain, maybe fourth overall (still well under the eight or nine punctures I’ve racked up to date). Traveling without a wrench or pair of pliers, the only way to get this screw out was, well, unscrewing it with a screwdriver.

A post shared by Jay Austin (@simplycycling) on Jan 15, 2018 at 7:54am PST

I due avevano pubblicato su Instagram foto di panorami suggestivi, di inconvenienti da ciclisti, come le gomme bucate, e delle molte persone incontrate lungo il percorso, quelle che, scrive Callimachi, avevano convinto i due che nonostante gli incontri spiacevoli la maggioranza delle persone fosse pronta ad aiutare due persone in viaggio in bicicletta. Nel blog tenuto durante il viaggio, Austin scrisse:

Leggi i giornali e sei portato a credere che il mondo sia un posto grande e spaventoso. Stando a quello che si dice, non bisogna fidarsi delle persone. Le persone sono cattive, sono il male. Ma io non me la bevo. Il male è un concetto che ci siamo inventati per affrontare le complessità delle persone che hanno valori,  credenze e punti di vista diversi dai nostri. In generale le persone sono gentili. A volte pensano a sé stesse, a volte sono miopi, ma gentili. Generose, straordinarie e gentili.

A few nights ago we set up camp near a little creek outside a village. A family living in a nearby house noticed our small settlement of tents and bikes and camp kitchens. They came by—not to chase us away from their home, but rather to offer us all sweet tea and fresh homemade bread and water if we needed it. And, before leaving for the night, a really special and beautiful musical performance from their eldest daughter. 🍵🍞🎸 It was a really lovely evening. Conversation was, as usual, limited to charades and our collective (and very limited) Russian/Kyrgyz, but no one really seemed to mind. Sometimes words aren’t so important. 💙

A post shared by Jay Austin (@simplycycling) on Jul 2, 2018 at 10:20am PDT

Il 29 luglio, su una strada del sud ovest del Tagikistan, un gruppo di uomini in macchina ha avvistato Austin, Geoghegan e le due persone che stavano pedalando insieme a loro. Li ha investiti, e poi li ha uccisi con delle coltellate e dei colpi d’arma da fuoco. Due giorni dopo la loro uccisione, lo Stato Islamico ha diffuso un video in cui cinque uomini, indicati come gli assassini di Austin e Geoghegan, giuravano di uccidere gli «infedeli» davanti a una bandiera dello Stato Islamico. «È la visione del mondo il più distante possibile da quella secondo cui Austin e Geoghan cercavano di vivere», scrive Callimachi.

La didascalia dell’ultima fotografia pubblicata da Austin su Instagram, scattata sul passo di Ak-Baital a 4.655 metri di altitudine, dice:

Per la pendenza e l’aria rarefatta (e la neve, a intermittenza) questa è stata probabilmente la più dura salita della mia vita. Nell’ultimo chilometro circa ho dovuto spingere la bici e fare cinque passi, fermarmi a prendere fiato per trenta secondi, poi di nuovo cinque passi e così via.

Sono molto felice di averla fatta. Nessun bisogno di rifarla.

Day 365. 4,655 meters; 15,272 feet. With the steep grades and thin air (and intermittent snow), this was probably the hardest climb of my life. The last kilometer or so had me pushing my bike about five steps, taking a thirty-second breather, then heaving forward another five. Really glad I did it. No need to ever do it again.

A post shared by Jay Austin (@simplycycling) on Jul 25, 2018 at 5:08am PDT

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