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La polvere del Sahara sull’arcipelago cubano › Cuba › Granma – Organo ufficiale del PCC

Photo cortesia del dottor Eugenio Mojena.

Come avviene in quest’epoca dell’anno, negli ultimi giorni di giugno si registra  un incremento progressivo della presenza di nubi di Polvere del Sahara sull’ arcipelago cubano, che s’identificano nel modo più evidente per la tonalità beige che predomina nel colore del cielo, quando scompare quasi completamente il tipico azzurro intenso e si osserva, in non poche occasioni, una densa bruma che limita la visibilità a lunga distanza.
Il dottore in Scienze Fisiche Eugenio Mojena López, assessore del Centro dei Pronostici dell’Istituto di Meteorologia e un prestigioso investigatore di questo interessante tema, ha detto a Granma che le nubi di Polvere del Sahara sono generate dalle tormente di  sabbia e polvere del deserto del Sahara e del Sahel, che possono raggiungere altezze da tre a sette chilometri.
Una volta emerse dal continente africano, avanzano in direzione ovest Per il flusso dei venti alisei, propagandandosi sul’oceano Atlantico sinoal mare dei Caraibi, Cuba, il sudest degli Stati Unidos, México y Centroamérica.
Vengono cariche di materiali in particole  PM 10 e PM 2,5 altamente nocive per la salute umana, e contiengono anche minerali come ferro, calcio, fosforo, silice e mercurio, assieme a virus, batteri, funghi,acari patogeni, stafilococchi  e contaminanti organici persistenti.
Anche se generalmente le nuvole di polvere cominciano ad arrivare a Cuba tra marzo e aprile, l’arrivo delle più forti ondate avviene in giugno e luglio e la prima quindicina d’agosto.
In quanto alle varianti specifiche sulle condizioni del tempo, il professor Mojena ha precisato che, dato che le nuvole di polvere originano una massa d’aria molto calda con bassi valori d’umidità, intorpidiscono il sorgere e lo sviluppo dei cicloni tropicali, creando un ambiente ostile per questi, ma contribuiscono ad accentuare la sensazione di calore e diminuiscono le probabilità di pioggia nelle aree della loro influenza, anche se tendono a favorire l’aumento dell’attività elettrica durante le abituali tormente estive.
Inoltre si vincolano alla diminuzione delle popolazioni degli scogli corallini e favoriscono l’attacco a questi ecosistemi di un fungo endemico dell’Africa trasportato da loro, e l’apparizione di plaghe nel riso, fagioli, alberi da frutta,  canne da zucchero e altre coltivazioni.   

Precisioni

Si stima che sono circa 90 milioni le tonnellate di polvere proveniente dal deserto del Sahara, che giungono ogni anno nella regione dei Caraibi in primavera e in estate.

Negli ultimi cinquant’anni la quantità di polvere disseminata nell’atmosfera è cresciuta di almeno dieci volte.

Come media le nuvole di polvere arrivano alla zona dei Caraibi sei giorni dopo lo sviluppo della tormenta. ( GM – Granma Int.)

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