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Indo-Pacifico: India, Giappone e Australia contro la Cina

In India in questi giorni sono arrivati i Ministri degli Esteri di Giappone e Australia per rinsaldare un’alleanza che ha il compito di contenere le mire di Pechino nella regione.

Colloqui ai massimi livelli – La visita di questa settimana del Ministro degli Esteri australiano Marise Payne a Nuova Delhi, quasi in contemporanea con quella dell’omologo giapponese Taro Kono, è un chiaro segnale che il 2019 sarà un anno cruciale per gli equilibri di potere nella regione indopacifica.
La visita di tre giorni della Payne si è inserita perfettamente nel solco tracciato dal Premier australiano Scott Morrison per un “indopacifico libero, stabile e prospero“. Una definizione che è chiaramente riferita al recente indebolimento del dominio degli Stati Uniti in favore dell’ascesa della Cina, poco gradita a Canberra e soprattutto a Nuova Delhi.
La Payne ha avuto un incontro bilaterale con il Ministro per gli affari esteri di Nuova Delhi, Sushma Swaraj, al termine del quale è stata dichiarata l’intenzione di Australia e India di estendere la reciproca collaborazione in materia di sicurezza e difesa, soprattutto per quanto riguarda l’area indopacifica.
La Payne ha avuto anche modo di partecipare al Dialogo Raisina, un forum annuale organizzato dal Ministero degli esteri indiano e dal think tank ORF (Observer Research Foundation) che tratta di importanti tematiche di geopolitica regionale. Il Ministro australiano questo mese si recherà anche a Washington per il Dialogo australiano-statunitense sulla cooperazione nell’Indo-Pacifico.

Taro Kono e Sushma Swaraj (financialexpress.com)

Nella serata di lunedì è arrivato a Nuova Delhi anche il Ministro degli esteri nipponico Taro Kono che ha tenuto il 10° Dialogo strategico IndiaGiappone insieme al Ministro Swaraj. Con questa occasione India e Giappone hanno potuto stabilire le priorità nei rapporti bilaterali dei due Paesi: tecnologie digitali, energie rinnovabili, sicurezza marittima e politiche di difesa.

L’alleanza Quad per contenere la Cina – Questi vertici ai massimi livelli sono serviti anche per lanciare un chiaro messaggio alla Cina, la cui politica estera aggressiva è fonte di preoccupazione per tutti i Paesi vicini.
In particolar modo è la questione della sicurezza che ha dato una spinta maggiore alle relazioni tra India, Giappone e Australia.
Nuova Delhi negli anni ha mantenuto sempre una posizione non allineata nello scacchiere internazionale, spesso anche provocando reazioni dure da parte degli USA (come nel caso dell’acquisto di sistemi antiaerei avanzati dalla Russia contro le direttive americane). Tokyo, viceversa, è un alleato storico e fedelissimo di Washington, da cui dipende per le politiche di difesa. L’Australia è un partner importante degli USA ma è anche l’unico di questi attori ad avere uno sbocco diretto su entrambe le aree di mare critiche: l’Oceano Indiano e il Pacifico.
Tokyo, Delhi e Canberra, insieme a Washington, hanno dato vita nel 2017 al Quad: un’alleanza delle più grandi potenze indopacifiche con lo scopo di mantenere quel tratto di mare libero e stabile. Ovviamente ciò si pone in aperto contrasto con le politiche marittime di Pechino.
Infatti la Cina rivendica alcune isole particolarmente importanti dal punto di vista strategico ed energetico (le Spratly e le Paracel nel Mar Cinese Meridionale), ha aumentato la propria flotta militare e ha creato diversi problemi alla libera navigazione in un tratto di mare che considera come “acque territoriali”. Gli USA hanno ostacolato queste manovre non potendo permettere alla Cina di dominare una regione marittima vitale per l’intero commercio mondiale.
In questo senso il Quad ha una funzione strettamente anti-Cina. L’India è l’unico dei Paesi membri che condivide con Pechino un confine terrestre (in cui le schermaglie tra le forze militari avverse sono frequenti e contribuiscono ad alimentare la tensione) ed è inoltre il principale candidato a sfidare da qui a pochi anni la Cina per il dominio in Asia. Entro il 2030 la popolazione indiana avrà superato quella cinese, è attualmente tra la prime cinque economie del mondo ed è quasi completamente stata tagliata fuori dalla Belt and Road Iniative (che passa per Bangladesh, Sri Lanka e Pakistan, lasciando Delhi isolata nel mezzo delle rotte commerciali).
Diventa quindi cruciale l’alleanza con Tokyo, nemico storico della Cina e terza economia mondiale, e con Canberra, intenzionata a bloccare la BRI nella sua espansione verso sud per non trovarsi con Stati filocinesi ai confini o addirittura al proprio interno (lo Stato federale di Victoria ha ben accolto l’iniziativa dell BRI).
Il 2019 dunque potrebbe essere un anno decisivo per l’intera regione indopacifica. Se la Cina avrà la forza di continuare il suo progetto di espansione commerciale potrebbe relegare gli altri giganti della regione ad attori poco più che regionali subordinati alle politiche di Pechino. Uno scenario che cambierebbe definitivamente anche gli equilibri di potere globali.

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