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I cambiamenti climatici del passato hanno spinto gli uccelli dal Nord ai Tropici

I cambiamenti climatici del passato, che nell’arco di milioni di anni ne hanno modificato l’habitat, hanno spinto gli uccelli dall’emisfero Nord a trasferirsi ai Tropici. Ciò significherebbe che sarebbero arrivati alle latitudini più calde in tempi relativamente recenti, come spiegano i ricercatori delle università di Cambridge e Oxford sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas).

Tuttavia, mentre i passati cambiamenti climatici sono avvenuti abbastanza lentamente da permettere alle specie di adattarsi all’ambiente, quelli attuali sono troppo veloci e mettono a rischio di estinzione questi animali. Il gruppo guidato da Daniel Field ed Erin Saupe si è concentrato su 10 gruppi di uccelli attualmente abitanti dei tropici, ma in passato predominanti nelle aree una volta parte del supercontinente Gondwana (Africa, Sud America e Australasia).

I fossili dei loro primi antenati però sono stati trovati nelle zone settentrionali di questi continenti, ben lontani quindi dalle loro attuali dimore.

È il caso dei turacos, detti anche “mangiabanane”, oggi abitanti dell’Africa sub-sahariana, i cui fossili sono stati rinvenuti nel moderno Wyoming, troppo freddo per questi uccelli in gran parte dell’anno, ma decisamente più caldo, come tutta la Terra, nel Paleogene, cioè 66 milioni di anni fa.

Nel tempo il clima globale si è raffreddato parecchio e gli antenati di questi animali sono migrati in zone dal clima più gradevole. «Abbiamo fatto un modello delle aree abitabili per ciascuna delle specie esaminate, mappando temperatura e piogge, concludendo che la loro distribuzione geografica è cambiata parecchio, e in tutti i casi si sono spostate verso l’Equatore», commenta Saupe.

Un metodo che potrebbe aiutare a prevedere anche spostamenti e cambiamenti di habitat nel futuro. «In passato il clima è cambiato abbastanza lentamente da permettere a questi animali di capire quali erano gli habitat giusti per loro, man mano che si spostavano – conclude – Oggi invece tutto avviene troppo velocemente, e molte di queste specie rischiano di sparire».

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