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Hotelplan è ottimista – Ticinonline

ZURIGO – Hotelplan, l’agenzia viaggi controllata da Migros, si dice ottimista. Dopo un inizio d’anno difficile, le prenotazioni sono infatti aumentate sensibilmente nei mesi successivi. Il trend verso prenotazioni a breve termine per le vacanze estive dovrebbe intanto continuare.

Il tour operator annuncia oggi in un comunicato che gli affari all’inizio del 2019 hanno stentato a decollare per poi riprendersi a marzo in occasione delle vacanze di Pasqua e di primavera. Quanto alle imminenti ferie balneari, Hotelplan si aspetta un numero maggiore di prenotazioni all’ultimo minuto. «A causa della calda estate dell’anno scorso in Svizzera, i nostri clienti esitano a prenotare una vacanza estiva», afferma Daniel Bühlmann, direttore operativo di Hotelplan Svizzera, citato nella nota.

Per le vacanze autunnali, come già l’anno scorso, gli svizzeri hanno invece prenotato con circa sei mesi di anticipo: Grecia, Spagna e Cipro sono in cima alla lista delle destinazioni preferite, mentre Turchia, Tunisia e Egitto evidenziano la maggiore crescita percentuale rispetto a dodici mesi fa.

Uno sguardo sulla stagione invernale mostra peraltro una crescita su base annua “a due cifre” sia per i viaggi individuali che per i soggiorni al mare a lungo raggio nei Caraibi, nell’Oceano Indiano e in Thailandia. L’aumento della domanda di vacanze “attive” ha portato anche all’espansione del settore dei viaggi sportivi, il cui programma prevede escursioni di heliski, maratone di sci di fondo e tour in bicicletta accompagnati.

«Siamo lieti di aver potuto aumentare quest’anno il nostro fatturato nonostante le prenotazioni a breve termine nel segmento delle vacanze al mare. In base a queste promettenti tendenze prevediamo un ulteriore aumento nel prossimo esercizio», afferma Daniel Bühlmann.

Nell’esercizio 20172018, conclusosi a fine ottobre, il gruppo Hotelplan ha registrato una perdita operativa Ebit di 3 milioni di franchi – dopo un risultato positivo di 5 milioni dodici mesi prima – malgrado un aumento del fatturato del 5,2% a 1,45 miliardi. Il tour operator ha sofferto in particolare per le incertezze legate alla Brexit, per il fallimento di diverse compagnie aeree e per il caldo del periodo estivo che non ha incoraggiato la gente a partire.

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