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Giornata mondiale del leone, il Wwf rilancia l'allarme sul rischio ... - Viaggi News
lunedì , novembre 19 2018
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Giornata mondiale del leone, il Wwf rilancia l'allarme sul rischio ...

Giornata mondiale del leone, il Wwf rilancia l’allarme sul rischio …

C’È chi arriva a pagare anche 45mila euro per dare la caccia ai leoni in un safari organizzato. È il caso del cacciatore che lo scorso anno, in Zimbabwe ha ucciso Xanda, un leone di 6 anni che si è spinto fuori dal parco nazionale Hwange ed è diventato per qualcuno un trofeo da uccidere ed esibire.

Qualcuno che aveva una regolare licenza per farlo e si è portato a casa il suo premio, dopo aver lasciato al parco il collare con gps che monitorava Xanda e un campione del suo sangue e della sua criniera.

La caccia autorizzata, così come quella di frodo, è una delle minacce che incombe sui leoni, animali temuti e ammirati per la loro fierezza ma sempre più a rischio estinzione. Lo ricorda il Wwf oggi, 10 agosto, nella Giornata mondiale istituita per celebrare questi felini.

• XANDA E CECIL, VITTIME DEI CACCIATORI DI TROFEI
La storia di Xanda, purtroppo, è emblematica. Era uno dei 40 leoni monitorati dallo Hwange Lion Research Project negli ultimi 18 anni e trovati uccisi: fuori dalla riserva naturale, che ospita e protegge 500 esemplari, è possibile in Zimbabwe autorizzare la caccia purché il leone sia abbastanza adulto.

Un destino che Xanda ha condiviso con il padre Cecil, il magnifico esemplare di 13 anni simbolo dello Zimbabwe che tre anni fa fu trovato decapitato fuori dal parco. A ucciderlo un dentista del Minnesota, Walter Palmer. Una storia che sollevò polemiche e indignazione e scatenò la caccia al bracconiere – prima di arrivare al Palmer, il sospettato era uno spagnolo – ma che alla fine non portò a conseguenze per il dentista: aveva una regolare licenza e non subì processo.

• I DATI DEL WWF
Eppure, la situazione del leone è sempre più preoccupante in Africa. Scomparso da tempo in tutto la parte settentrionale del continente, il leone è in via d’estinzione nell’Africa occidentale, dove rimangono poche centinaia di individui.

“I tre quarti delle popolazioni studiate soffrono una condizione di declino e in soli 21 anni (tre generazioni per l’animale) il mondo ha perso il 42% dei leoni che popolavano il continente africano – dice il Wwf – Secondo le stime dell’Unione internazionale per la conservazione della natura è probabile che in Africa sopravvivano meno di 20mila leoni: negli ultimi decenni si sono estinti in ben dodici paesi subsahariani”.

A rischio risulta anche la sottospecie asiatica (Panthera leo persica). Di dimensioni più piccole e con una criniera più scura, un tempo diffuso dalla Turchia al Bengala, il leone asiatico oggi sopravvive solo nel Parco Nazionale di Gir, in India, dove esistono non più di 600 esemplari. “Intrappolati in un solo parco nazionale, circondati da intensa attività dell’uomo e vittime di continui conflitti con l’allevamento di bestiame – dice il Wwf – i leoni asiatici rischiano di scomparire per sempre”

• I RISCHI
Il leone oggi è minacciato da cacciatori e bracconieri, ma anche dalla riduzione e frammentazione dell’habitat, che oggi copre meno dell’8 per cento dell’area precedente. Il problema della perdita di habitat, causato dalle attività dell’uomo, non colpisce solo i leoni, ma anche le loro prede: la presenza di bufali, gazzelle e zebre, spiega ancora il Wwf, è sempre più rara e priva i felini del proprio nutrimento.

Non vanno dimenticati maltrattamenti e catture, per portare questi animali a esibirsi nei circhi: due anni fa 33 leoni sono stati salvati in Sudamerica e riportati in Africa.

Poi ci sono le malattie importate. Nel 1994 l’agente responsabile del cimurro ha ucciso quasi un terzo dei leoni del Serengeti e dal 1995 è dimostrato che i leoni in Sud Africa muoiono di tubercolosi trasmessa da bovini domestici attraverso i bufali. Il Fiv, il virus dell’immunodeficienza felina (che ha un comportamento analogo al virus Hiv) rappresenta un’ulteriore minaccia per i grandi felini selvatici. 

Anche i conflitti con le comunità locali a mettere a rischio la sopravvivenza dei leoni, spesso vittime di ritorsioni da parte di allevatori che subiscono danni al loro bestiame. Il Wwf è impegnato a risolvere le tensioni con le comunità locali e incoraggia iniziative come quella di Richard Turere, un giovane ragazzo Masaai che in Kenia ha inventato un semplice sistema di luci e suoni che disturba i leoni e previene efficacemente gli attacchi: Turere ha vinto una borsa di studio negli Stati Uniti per sviluppare ulteriormente l’idea.
 
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Un’altra inquietante novità minaccia, poi, la sopravvivenza del leone: il traffico illegale delle sue ossa. “Vista la drammatica situazione della tigre, di cui sopravvivono meno di 4mila individui in natura in tutto il mondo, anche il leone – dice il Wwf – è diventato vittima sempre più frequente di bracconieri per soddisfare la crescente domanda di prodotti per la medicina tradizionale nel mercato asiatico, nonostante la stretta regolamentazione internazionale imposta dalla Convenzione di Washington.

Gli unici segnali incoraggianti, invece, arrivano dall’ecoturismo in crescita: occasione per osservare i leoni nelle aree protette, imparare a conoscerli e promuoverne la tutela.

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