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Ghali un po’ col pilota automatico nel nuovo singolo “I Love You” | News

Ad un anno da Cara Italia, il singolo Triplo Platino con oltre 107 milioni di visualizzazioni per il video, Ghali torna con il singolo I Love You, condiviso in queste ore sulle principali piattaforme di streaming.

Il brano è stato presentato alla stampa giovedì 14 al carcere di San Vittore. Il rapper milanese ha infatti scelto – come spiega il comunicato stampa – «di associare questo progetto alla Casa Circondariale di San Vittore di Milano sia perché legata alle esperienze personali che lo hanno coinvolto e che hanno contribuito alla sua crescita personale e alla maturazione di un messaggio positivo, sia perché ha interagito con i detenuti più giovani cercando di dare voce e speranza a chi sta vivendo un periodo di riflessione profonda ma vuole una nuova opportunità».

Questo concetto è espresso sia nella copertina del singolo dove si intravede la figura dell’artista in prigione col calzetto bianco à la Michal Jackson e una palla coi lustrini legata al piede, sia nelle attività social che Ghali sta mostrando in questi giorni esprimendo il suo desiderio di dar valore sociale alle parole del brano e di stare vicino al prossimo.

Che dire del pezzo prodotto da Zef: Ghali torna su ritmi dancehall a ribadire quanto sappiamo di lui: caraibi, trap, un tocco di emo, sound arabeggiante e qui fiati à la Stromae. La base è valida, strofe (E piango in discoteca come gli Alcazar / Sboccio, ma non bevo, sono in Ramadan / Ho quaranta ladroni come Alì Babà / Non finiamo in rehab, ma finiamo il kebab) e ritornello (I Love You, Yeah ripetuto all’infinito) un poco meno.

 «Cara Italia è stata una lettera d’amore al mio paese – scrive Ghali nella nota – L’intento era quello di scuotere qualcosa nell’animo di chi spesso decide le nostre sorti, di fare arrivare a loro il nostro messaggio tramite una canzone d’amore, l’inno italiano della nuova generazione. A un anno dall’uscita nulla è cambiato e ho deciso di dedicare un’altra canzone d’amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. Non ho ancora perso le speranze».

In effetti, in I Love You – come spiega ancora il comunicato stampa – «sono le persone al centro dell’attenzione. È un racconto che va oltre il brano, il testo e il suono: è un racconto che si fa reale e sociale, tramutando in azioni concrete le parole della canzone. La canzone nasce dalla consapevolezza che per iniziare a cambiare le cose occorre partire dall’individuo e dalla sua realtà. Partendo dal presupposto che ci sia un essere umano sia sotto la divisa che sotto il passamontagna, Ghali racconta, attingendo dalla sua storia personale, che si può e si deve imparare ad amare non solo famigliari e amici, ma anche coloro che ci appaiono come estranei. L’amore e la speranza conferiscono autentiche occasioni per cambiare e migliore indipendentemente dai luoghi e dalle circostanze».

I Love You è stato scritto da Ghali e prodotto da Zef per Sto Records/Atlantic/Warner Music. L’album d’esordio sulla lunga distanza di Ghali, intitolato semplicemente Album, è stato pubblicato nel 2017 e recensito su queste pagine da Luca Roncoroni. Di seguito testo e streaming.

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