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gaia #wwf 1 gior Il Mediterraneo, tutto da scoprire

Circa 5 milioni di anni fa si chiuse il collegamento tra l’Atlantico e il Mediterraneo, che si prosciugò tutto. Poi, tremendi movimenti tellurici riaprirono l’istmo di Gibilterra e una gigantesca cascata irruppe dall’oceano, riempiendo nuovamente il bacino, che potrebbe scomparire anche tra 1 o 2 milioni di anni! I Fenici furono tra i primi a radere al suolo le grandi foreste mediterranee e i Romani non furono da meno. La raccolta del corallo rosso è cominciata con i Greci e i Romani: parecchi decenni occorrono a queste “pietre viventi” per crescere fino a 30 cm. I sub a caccia di trofei li distruggono in pochi secondi, ignorando le leggi di protezione (che tra l’altro non esistono in tutti i Paesi del Mediterraneo). Anche le praterie sottomarine di posidonia sono a rischio. Producono ossigeno, indispensabile alla vita del mare. Ma questo polmone del Mediterraneo, ora è malato: metà delle praterie sono state distrutte da strutture portuali e turistiche, pesca a strascico, ancore, e soprattutto detersivi, micidiali veleni per la posidonia anche in piccole quantità. I più affascinanti abitanti del Mediterraneo sono i cetacei: dalle balene lunghe oltre 20 metri, come la Balenottera comune o il Capodoglio, al piccolo delfino comune di soli 2,5 metri, ormai rarissimo. Capita sporadicamente anche di vedere un’orca, con la sua grande sagoma bianca e nera di circa 10 metri.

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