mercoledì , Giugno 26 2019
Home / Africa / FVG-Slovenia, tavolo bilaterale per combattere la peste suina africana

FVG-Slovenia, tavolo bilaterale per combattere la peste suina africana

#####IMG000000001#####

22.05.2019 – 09.01 – Friuli Venezia Giulia e Slovenia collaborano nuovamente, stavolta per difendere i reciproci territori dalla minaccia della peste suina africana. È un’epidemia virale, per la quale non esistono vaccini; fortunatamente va a colpire, come avverte il nome, solo suini e cinghiali, senza essere trasmissibile all’uomo. Gli animali infettati muoiono a dieci giorni dal contagio, pertanto è possibile immaginare quali devastanti conseguenze possa avere sugli allevamenti, specie in Italia, lontana dagli impianti “industriali” di altri stati. La peste proviene dall’Africa sub-sahariana e col tempo ha trovato diffusione anche in Europa, partendo dapprima da Ucraina e Bielorussia (2007) e in seguito in Lituania, Polonia, Lettonia ed Estonia (2017), invadendo nel 2018 Ungheria, Romania, Bulgaria e Belgio.

Il pericolo proveniente dunque dall’Ungheria, nel caso della nostra regione, come ha dimostrato ieri a Nova Gorica il tavolo bilaterale organizzato con il servizio veterinario della direzione Salute in collaborazione con il servizio Caccia della direzione Risorse agroalimentari. All’incontro hanno preso parte l’assessore alle Risorse agroalimentari, e, tra gli altri, i presidenti dei sei distretti venatori confinari e, per parte slovena, i funzionari del servizio caccia del ministero dell’Agricoltura e quelli degli Enti forestali e dell’ente per la Sicurezza alimentare e dei Servizi veterinari.

#####IMG000000002#####

Il tavolo ha preso in esame le linee guida emerse dalla conferenza internazionale sulla peste suina africana svoltasi a Varsavia nel 2018, che hanno indicato nello spopolamento di specifiche categorie di cinghiali, mirato in particolare a giovani femmine in età fertile, lo strumento efficace per combattere la diffusione della malattia. Ancora una volta l’esagerato numero di cinghiali in Regione si rivela un problema non solo per i danni ai campi degli agricoltori, quanto strettamente sanitario.

L’avvio di azioni comuni tra servizi veterinari e forestali e associazioni di cacciatori è quindi fondamentale ai fini della prevenzione sanitaria, così come la definizione di un piano venatorio straordinario che consenta un’azione transfrontaliera coordinata.

La fascia interessata dagli interventi di prevenzione è quella che va dalle Valli del Natisone (Udine) a Basovizza (Trieste) e interessa l’entroterra italiano e sloveno per qualche decina di chilometro a cavallo del confine.

#####IMG000000003#####

Leggi Anche

Botswana, allarme avvoltoi: 537 le vittime di avvelenamento -FOTO

Strage di avvoltoi in Botswana: sterminio di massa di uno degli animali a rischio di …