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Elezioni europee, la Spagna tra crescita e indipendenza

Di certo, l’instabilità politica che si vive dal 2015 fa sembrare ancora più vicino il Paese ad alcuni partner europei: incertezza, necessità di una coalizione di governo, la nascita di nuovi partiti e l’ingresso in Parlamento dell’estrema destra con Vox raccontano di un Paese che sta cambiando. Stretto tra la morsa della corruzione, che ha portato alle dimissioni dell’ex premier Mariano Rajoy, e l’ambizione di sedere al tavolo dei grandi dell’Unione. Gli occhi sono puntati sulla Brexit e sulla modalità di uscita della Gran Bretagna dall’UE considerate le connessioni bancarie tra i due Paesi e il rapporto privilegiato dei pensionati britannici con la costa spagnola. Si pensi solo qualche mese fa, Madrid ha avvertito Londra: la sanità sarà gratuita per i pensionati britannici che vivono sulle coste e nelle isole spagnole solo fino a quando gli spagnoli che vivono in Gran Bretagna avranno gli stessi vantaggi.

Spagna, Brexit e Ue, i nuovi equilibri

“Con l’uscita della Gran Bretagna e il disinteresse dell’Italia ad avere un ruolo forte a Bruxelles speriamo in una posizione centrale nella politica europea perché si converte nel contrappeso europeista che prima era Gran Bretagna, Francia e Germania” ci spiega Pablo Simon, professore ordinario di Scienze Politiche all’Università Carlos III di Madrid. La Spagna che non incolpa Bruxelles dei propri problemi sembra quasi essere l’ultimo baluardo di un’Europa in affanno. “Come diceva Ortega y Gasset, la Spagna è un problema l’Europa è la soluzione. Significa che bisogna accettare l’integrazione europea come qualcosa di uno stesso pacchetto: democrazia, Europa e benessere per gli spagnoli” aggiunge ancora Simon.

Come è cambiato il mercato del lavoro dopo la crisi

Ed è proprio all’Europa che si sono rivolte le cameriere degli hotel, che si sono organizzate in un’associazione nata da una pagina FB che ora conta migliaia di iscritti. Sono le Las Kelly e rivendicano il ritorno ai salari pre-riforma del lavoro del 2012 che di fatto ha esternalizzato il loro lavoro. Ora sono contrattualizzate da società terze e guadagnano il 40% in meno. “Per guadagnare 800 euro devi pulire tra le 380 e 400 stanze, 2 euro per ogni stanza ma non significa che se ne fai 20 moltiplichi per 2 euro perché bisogna dividere il guadagno della cameriera con il numero di stanze pulite in un mese”.  Hanno portato le loro istanze alla Commissione Europea, la speranza è che l’aiuto arrivi da lì.

Turismo in crescita

Eppure il turismo è per la Spagna uno dei settori più floridi: quasi 14 milioni e mezzo di turisti hanno visitato il paese nei primi tre mesi del 2019, 3,7% in più rispetto al 2018. La crisi che ha colpito il Paese negli anni a cavallo del 2010 ha cambiato alcune carte in tavola. Donne, immigrati e giovani sono le categorie maggiormente esposte all’instabilità del lavoro nonostante la Spagna abbia visto crescere la propria economia grazie anche alle politiche europee e i fondi stanziati, fondi destinati prima alle Regioni più povere.  

Big data e tecnologia, la Spagna del futuro

L’Europa è una possibilità per molti. Come per i tre soci fondatori di Savana, una società di Big Data che raccoglie i dati di ogni ospedale e dà un supporto tecnologico automatizzando il lavoro di generazione dei dati in modo che l’ospedale possa attingere alle informazioni in maniera più rapida. Si sentono più spagnoli che europei, danno lavoro a 48 dipendenti e sono in espansione nel mondo. Una realtà premiata da Horizon 2020, programma europeo di finanziamento di progetto e innovazione.

La Catalogna guarda alle europee

A Bruxelles guarda anche la Catalogna. Mentre il risultato elettorale del 28 aprile ha premiato gli indipendentisti, va avanti il processo ai leader del governo di Barcellona destituito e delle associazioni promotrici del referendum per l’indipendenza del 1 ottobre 2017. “Una violazione dei diritti umani” per la portavoce dell’International Watch Trial, Merce Barcelò, che segue il processo. Anche in questo caso, lo sguardo è rivolto all’Europa perché se è vero che in Spagna i sentimenti indipendentisti sono vivi è altrettanto vero che tutti vogliono essere parte dell’Unione.

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