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DA LONDRA PER INVESTIRE NELLA PIANA DEL SELE

Sono almeno due i fondi londinesi disponibili ad investire in Campania e in particolare nel Salernitano. Già avviati contatti con il coordinamento dei distretti turistici, presieduto da Vincenzo Marrazzo, attirati dalla zona a burocrazia zero anche se tutto ruota attorno ai destini dell’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi. A suscitare interesse è la possibilità di investire in un’area e nel turismo che possono assicurare un ritorno a “due cifre”. Il trend di crescita del turismo campano è tra l’8 e il 12% nel 2018. Insomma, i turisti ci sono ma per potere accogliere questo maggiore flusso ed anche gli investimenti relativi occorre migliorare il sistema turistico nella sua complessità, quindi realizzare infrastrutture, a partire dall’aeroporto, dall’Alta velocità oltre Salerno per tutto l’anno e migliorare e ottimizzare la viabilità di accesso alle mete soprattutto dell’area sud, specie nel Cilento. 
Gli obiettivi degli investitori.

 I fondi sono interessati a investire nell’ospitalità alberghiera e in quella diffusa ma non solo. Per numeri, l’ospitalità nella provincia di Salerno è carente rispetto alle possibilità concrete di sviluppo, specie con l’apertura ai voli nazionali e internazionali dell’aeroporto di Salerno – Costa D’Amalfi. Questi strumenti finanziari operano non su singoli progetti (la costruzione di un albergo), ma per iniziative che coinvolgano intere aree e che solitamente impegnano dai 50 milioni di euro in su. In pratica, un ipotetico fondo “Salerno” agirebbe su un piano di sviluppo di un’area, tipo quello del masterplan che raggruppa i sei comuni dal capoluogo ad Agropoli: migliorata la viabilità e aperto l’aeroporto gli investitori garantiranno i capitali agli imprenditori per costruire strutture alberghiere e dell’ospitalità diffusa (albergo diffuso, progetti di recupero di borghi) e tanto altro. Il sistema di accoglienza, infatti, implica la valorizzazione delle produzioni agroalimentari e quelle dell’artigianato presenti nel territorio. Questi strumenti finanziari agiscono, quindi, nell’intera filiera. 

Gli esempi e i risultati. Tra i più noti e meglio riusciti investimenti operati da fondi stranieri in Italia c’è quello in Toscana con i tedeschi di Tui Ag, gruppo industriale di turismo tedesco, la più grande compagnia di viaggi e operatore turistico nel mondo, che possiede agenzie di viaggio, hotel, sei compagnie aeree, navi da crociera e negozi al dettaglio. La Tui Ag ha recuperato un intero borgo in provincia di Firenze, Castelfalfi, frazione del comune di Montaione. Qui era degradata una vasta area, set anche di film, con un castello risalente ai Longobardi, una villa medicea, una chiesa, una tenuta con 36 casali risalenti a varie epoche. Nel 1982 l’imprenditore milanese Virginio Battanta rilevò dal tribunale di Firenze le società che detenevano tutto il borgo medievale ed i 1320 ettari di terreno agricolo della tenuta di Castelfalfi e cominciò una serie di interventi che non terminò. Nel 2007 il gruppo Tui Ag ha investito 250 milioni di euro per recuperare quella che era diventata un’area in molte parti fatiscente e una tenuta quasi del tutto abbandonata. L’investimento ha portato non solo al recupero strutturale del patrimonio edilizio, oggi rinomato ed esclusivo resort a cinque stelle, ma anche al riavvio della produzione agricola con la piantumazione di vigneti e di altre colture e la produzione di vini. Altri esempi simili ci sono in diverse regioni italiane, come a Marina di Policoro in Basilicata o Porto Rosa in Sicilia.
L’interesse e il business. Le proiezioni di sviluppo della Campania, la vicinanza a grandi attrattori turistici come Napoli, Pompei, Paestum sono precondizioni favorevoli per attrarre l’interesse dei fondi di investimento che sono a caccia di iniziative che possano ben remunerare gli investitori. A fare gioco, inoltre, è la semplicità e la tempistica degli interventi assicurata dal varo della zona a burocrazia zero. Tramite i distretti turistici della Campania, infatti, grazie alla legge regionale sulla semplificazione del 2 agosto 2018, ai fini del rilascio dei pareri necessari, dopo 30 giorni dalla presentazione del progetto scatta il silenzio assenso. È come se si trattasse di una superconferenza dei servizi, ma solo per i comuni che rientrano all’interno delle perimetrazione dei distretti turistici, come da rispettivi decreti ministeriali. Dai distretti sono esclusi comuni importanti della provincia di Salerno, come Cava de’ Tirreni, Giffoni Valle Piana e Giffoni Sei Casali. Va infine sottolineata la differenza sostanziale tra prestito bancario e fondo: nel primo caso si finanzia prima di tutto il proponente, nel secondo innanzitutto la proposta, il progetto, dando maggior peso alle buone idee. 
Salvatore De Napoli

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