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Cuba. Le nuove sanzioni Usa non piacciono ai tour operators. Solidarietà dai palestinesi

Nei giorni scorsi, il Governo cubano ha condannato le ultime misure notificate dagli Stati Uniti. Azioni che induriscono il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba, accrescendo le restrizioni per i cittadini statunitensi che vogliono visitare l’isola e imponendo proibizioni assolute per le imbarcazioni provenienti dagli USA e le navi da crociera che intendono approdarvi.

“Fidel ci ha insegnato che l’onore non si negozia, la Patria non si negozia, la dignità non si negozia, l’indipendenza, la sovranità, la storia, la gloria non si negoziano! Di fronte alle minacce e alle pressioni imperiali non si negozia!”, ha scritto il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, sul suo account Twitter.

Dopo le ultime decisioni dell’amministrazione Trump, ovvero i cambiamenti apportati al regolamento dell’OFAC (Treasury Department’s Office of Foreign Assets Control), il dibattito si è acceso anche tra gli operatori del turismo internazionale.
“Fin dalla sua fondazione più di 40 anni fa, la United States Tour Operators Association (USTOA) ha sostenuto una politica di frontiere aperte e continuerà a sostenere la crescita dell’industria dei viaggi e del turismo all’interno e all’esterno degli Stati Uniti. Questi nuovi regolamenti sono contrari alla missione fondamentale di USTOA riguardo la libertà di viaggio per gli americani. Saremo in prima linea per sostenere una loro modificazione atta a consentire i viaggi educativi di gruppo”. Questo il commento di Terry Dale, CEO dell’Associazione, riportato in un comunicato stampa.

Un gesto di solidarietà verso le repubbliche di Cuba e Venezuela è giunto, ancora una volta, dal popolo palestinese. Il Fronte democratico per la liberazione della Palestina (FDLP) ha organizzato un evento a denuncia dei blocchi e delle aggressive politiche statunitensi nel campo profughi di Jaramana, vicino Damasco.
All’incontro – riporta l’agenzia araba Sana – hanno preso parte rappresentanti di fazioni palestinesi e istituzioni governative siriane. Il rappresentante del FDLP, Hassan Abdul Hamid, ha affermato che le azioni dell’amministrazione USA dimostrano che la politica statunitense è basata sul furto della ricchezza dei popoli. L’ambasciatore di Cuba in Siria, Miguel Porto Parga, ha sottolineato come i piani e le azioni “irresponsabili” degli Stati Uniti costituiscano una vera minaccia per la pace, la sicurezza e la stabilità in America Latina e nei Caraibi, ricordando che Cuba ha una lunga storia di lotta per preservare la sua indipendenza contro le ambizioni imperiali degli USA.

Allo stesso modo, l’incaricato d’affari dell’ambasciata del Venezuela in Siria, Joaquín Gómez, ha denunciato il tentativo, da parte di Washington, di rovesciare governi legittimi e distruggere le conquiste sociali ed economiche della rivoluzione bolivariana.

F.L.

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