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Crowdfounding per Notre Dame: come aiutare la cattedrale di Parigi

Come dare una mano? Già ieri su GoFundMe erano state create più di 50 campagne di sottoscrizione. Una raccolta fondi più istituzionale era stata lanciata nel 2017 (per un restauro conservativo da oltre 100 milioni di euro) dalla fondazione no-profit “Amici di Notre Dame de Paris”. Ma ora i fondi dovranno coprire il rifacimento di intere parti dell’edificio

«La ricostruiremo tutti insieme», promette il presidente francese Emmanuel Macron. Domato l’incendio che ieri ha devastato Notre Dame, Parigi e la Francia pensano subito al restauro, lanciando una campagna di finanziamento nazionale e internazionale. La sindaca della capitale, Anne Hidalgo, ha già annunciato un contributo di 50 milioni di euro e i due più grandi gruppi del lusso francesi, Lvmh e Kering, si sono fatti avanti mettendo sul piatto uno stanziamento da 300 milioni. Anche il Parlamento europeo promette sostegno attraverso le parole del suo presidente Antonio Tajani, cui fa eco Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che ha chiesto fondi agli Stati dell’Unione. Perché riportare in vita Notre Dame è un dovere di tutti, non solo dei francesi.

Questo gioiello gotico costruito tra il 1163 e il 1344 – e devastato dalle fiamme in soli 77 minuti – appartiene all’umanità intera: non a caso è tutelato dall’Unesco fin dal 1991. Con i suoi doccioni, le due torri, il rosone e la guglia, purtroppo crollata ieri, fa parte dell’immaginario turistico e letterario del mondo intero. E di ciascuno di noi. Ma come dare una mano? Già ieri su GoFundMe, tra i principali siti mondiali di crowdfunding, erano state create più di 50 campagne di sottoscrizione. Una raccolta fondi più istituzionale era stata lanciata già nel 2017 (per un restauro conservativo da oltre 100 milioni di euro) dalla fondazione no-profit “Amici di Notre Dame de Paris”. Ma se prima i soldi servivano per consolidare la struttura, porre fine alle infiltrazioni d’acqua nel tetto ligneo e mettere in sicurezza i vari impianti, ora i fondi dovranno coprire la ricostruzione di intere parti dell’edificio. E, per noi turisti comuni mortali, passeranno decenni prima di poter varcare di nuovo quel portale con la speranza (ostinatamente infantile) d’incontrare Quasimodo.

Pasqua a Parigi: Marais tra arte, indirizzi trendy e locali clandestini#####IMG000000001#####“Paris Syndrome”: sai riconoscere la vera Parigi dalla copia cinese?#####IMG000000002#####

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