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«Con la ruota panoramica crescerà anche il turismo»

«Con la ruota panoramica crescerà anche il turismo»

Una ruota panoramica a Torino, come a Londra, Parigi e Vienna? La commissione paesaggistica del Comune, la Soprintendenza e il Tar hanno detto no, ma domani la palla passerà al consiglio di Stato che dovrà stabilire se il progetto della società milanese Wonder Wheel potrà effettivamente realizzarsi nel parco del Valentino, sull’asse di corso Raffaello. Proprio la posizione della struttura metallica, alta 48 metri, sarebbe stata infatti il motivo del diniego. « L’intervento di installazione della ruota – si legge nell’atto della Soprintendenza, presentato a gennaio di quest’anno – è in contrasto con i valori storici e naturalistici del parco, e modifica le visuali percepibili da corso Raffaello verso il Valentino, con il monumento di Amedeo di Savoia quale fulcro centrale e il rilievo collinare sullo sfondo». Il parere negativo ha lasciato di stucco l’amministratore delegato di Wonder Wheel, Fulvio Pelucchi, e il presidente dell’Associazione nazionale spettacoli viaggianti, Massimo Piccaluga che, nel 2014, per la prima volta in Italia, era riuscito a far accettare la “Grande Ruota Panoramica” al capoluogo piemontese. Ma con il cambio dell’amministrazione, la nuova commissione, sostenuta dal vicesindaco Montanari, ha invece negato alla società il rinnovo della concessione, scaduto dopo due anni. Il parere negativo espresso anche dalla Soprintendenza ha così convinto Wonder Wheel a presentare ricorso al Tar che ha però rifiutato la richiesta della società di sospendere il parere della commissione del paesaggio. L’ultima parola spetta dunque al consiglio di Stato. «Spero davvero che ci diano ragione, perché i raggi della ruota sono sottili e non precludono la vista sulla collina – protesta l’a.d. Fulvio Pelucchi -, al contrario si stimolerebbe la visuale del panorama circostante, con navicelle trasparenti, dotate di aria condizionata e monitor che trasmettono informazioni audio-video in tutte le lingue». «Dalle cabine – afferma Piccaluga – si godrebbe di una visione incantevole a 360 gradi sulla collina e sulla città. E poi – precisa -, la “Grande roue” giocherebbe un ruolo simbolico per Torino e attrarrebbe molti turisti così com’è avvenuto nelle altre grandi capitali europee. Nascerebbero nuovi posti di lavoro, e l’apertura della ruota fino a mezzanotte sarebbe anche un deterrente per lo spaccio e la criminalità che attualmente tengono in ostaggio quel quartiere».

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