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Clint Eastwood nel film ” Il Corriere” si autoassolve

Clint Eastwood è un arzillo vecchietto di 88 anni che si è ritagliato su misura una vera storia americana , dove i capisaldi della cultura a stelle e strisce sono valorizzati con garbo e rispetto.
La sceneggiatura di Nick Schenk ha romanzato una vera storia apparsa 5 anni fa sul New York Times in un articolo del giornalista Sam Dolnick intitolato “The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule”. Il pezzo raccontava la vicenda di Leo Sharp, un 87enne veterano della II Guerra Mondiale fermato e arrestato nel 2011 dalla DEA per traffico di droga.

Clint Eastwood è rimasto entusiasta della storia ed ha indossato i panni del protagonista Earl Stone sottolineando , come lui sa fare, i tratti caratteriali più enfatizzati dalla maggioranza dei cittadini americani oltre gli anta. Prima di tutto la voglia di privilegiare i rapporti interpersonali rispetto a quelli tecnologici ( telefonini e social )anche perchè tutti i suoi guai economici iniziano, nel film, con il fallimento della piccola azienda di floricultura dovuta alla concorrenza del dilagante mercato online. Il mito dei grandi viaggi, sulle autostrade americane , con il pick-up, è il simbolo della voglia di libertà che sottende la storia fondativa degli States, iniziata prima con i cavalli, proseguita dopo con la ferrovia coast to coast ed oggi ancora espressa on the road, magari con auto, camion o moto.

Clint Eastwood mette al servizio di una famigerata banda messicana di spocciatori di cocaina la propria voglia di nomadismo, che ha già arrecato danni alla propria famiglia eccessivamente trascurata, ma che in questo modo potrà essere, magari economicamente, ricompensata con i grandi guadagni che riuscirà a fare come corriere della droga.
Passando alla realizzazione del film la regia convince, però la moralità del film è confusa tra ondate di buonismo ben espresse ed una sottintesa giustificazione della propria scelta di fare il corriere della droga, involontario solo inizialmente, per ricompensare la propria famiglia di tutte le personali disattenzioni affettive.

Da sottolineare le interpretazioni di Bradley Cooper nei panni di un efficiente agente anti-droga della DEA e quella di Andy Garcia che ha dato corpo ed anima al capo assoluto della gang messicana . Più defilate le interpretazioni di Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga che sono rispettivamente l’ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote.
Il vecchio Clint sembra ossessionato, ormai, dal tempo che passa e sotto sotto, ma neppure tanto, con questo film ci vuole dire … ma godetevi la vita !!

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