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Blog | Presente e futuro del turismo, tutte le tendenze. E la lentezza dell’Italia

Pubblichiamo un post di Raffaello Zanini, fondatore del portale Planethotel.net. Laureato in urbanistica, assiste gli investitori del settore turistico alberghiero con studi di fattibilità, consulenza ai progettisti, selezione di opportunità – 

A metà degli anni ’80 il libro di John Naisbitt, Megatrends, divenne un bestseller mondiale, spesso citato in conferenze o articoli anche in Italia, perché per la prima volta illuminava in modo sistematico, e divulgativo, temi che si erano affacciati prepotentemente nei dieci anni precedenti:

1. Il passaggio da una società industriale ad una società dell’informazione. Non erano passati molti anni dalla nascita dei primissimi personal computer e tutto lasciava intendere che la gestione dell’informazione sarebbe stato il tema del futuro.

2. La globalizzazione dell’economia, che significava far diventare prioritario il marketplace planetario, in contrapposizione con le economie nazionali. Dal 1980 la Cina aveva firmato una serie di trattati di commercio regionale, per poi entrare nel GATT, ed infine aderendo al WTO nel 2001.

3. Il tema assai sentito nel dopo ’68, della partecipazione e della democrazia, del decentramento, che significava spostare il livello decisionale quanto più vicino al popolo (temi su cui mi ero impegnato ad Oxford sotto la guida di Patsy Healey).

4. Questo si rifletteva poi nel rifiuto del modello gerarchico, anche in azienda, e nel networking come metodo relazionale.

Quello di Naisbitt fu il primo, più famoso, esercizio teso ad individuare i megatrend lungo cui si muove la società: inaugurò una scuola di quanti cercano di prevedere il futuro, o quanto meno di comprendere il presente. Come disse Naisbitt “The most reliable way to forecast the future is to try to understand the present”.

Oggi il mondo si sta trasformando con una velocità un tempo inimmaginabile: parametri e valori cambiano rapidamente, anche a seguito della diffusione mediante i social media, che dettano le priorità.

Oggi sono diventati centrali temi che pure erano presenti nel dibattito tra pochi studiosi da molti decenni, ad esempio la questione della sostenibilità e del clima – impersonata dal fenomeno Greta -, il bisogno di sicurezza vs. i conflitti che colpiscono molte aree del pianeta, la questione religiosa e degli attentati ad essa riconducibile, la questione demografica in Europa e nel mondo e il suo riflesso sul welfare, il tema del lavoro e del reddito e dell’uso del tempo, comprendente anche la questione culturale e il turismo.

I trend del turismo
Di seguito mi concentro sul turismo che è il mio focus professionale, e su come esso sarà influenzato dai trend socio-economici oggi leggibili nel comportamento dei consumatori.
I quattro cambiamenti che stiamo già vivendo e che anche chi si occupa di turismo deve imparare a cavalcare sono:

1. Il cambiamento dei luoghi ove avviene la maggiore crescita economica: dal mondo occidentale (Europa e Nord America) verso i paesi emergenti.

Questo al fine del nostro discorso sul turismo vuol dire due cose:

a) un numero crescente di persone desiderose di visitare il “centro” del mondo,

b) un crescente numero di città finora periferiche che diventano centri di affari, e destinazione turistiche.

Le conseguenze a mio parere sono:

a) Le località che sono la naturale/tradizionale destinazione dei flussi turistici (America, Europa, Italia) predispongano strutture ricettive adeguate per numero e qualità ai nuovi e crescenti flussi.

b) Si aprono delle straordinarie opportunità di lavoro e di reddito in località periferiche (paesi emergenti) se solo saremo in grado di strutturare una accoglienza turistica in quei paesi, in grado di rispondere alla necessità di esotico dei turisti globali.

Il turismo prevede ampi investimenti fissi, modificabili solo con grande impegno finanziario e con programmi temporalmente molto impegnativi, è su questo che in Italia siamo troppo lenti.

2. I cambiamenti tecnologici hanno un ruolo nell’orientare le scelte del consumatore, e nella capacità dell’industria di rispondere ai bisogni noti o inespressi del cliente. Nel turismo il ruolo della rivoluzione tecnologia è (e sarà ancor di più) dirompente: basti ricordare Booking e AirBnB, oltre al ruolo dei Big Data. La rivoluzione tecnologica inciderà anche su costi, profitti, e produttività dell’attività turistica e ricettiva.

3. La questione demografica. Da un lato la crescita costante della popolazione nei paesi emergenti e il contemporaneo invecchiamento in Europa. Fra 10 anni il 61% della popolazione vivrà in aree urbane, più di 990 milioni di persone avranno più di 65 anni, e il 50% della crescita della popolazione dell’Europa Occidentale sarà dovuto a migrazione netta. Ancora una volta per il turismo si apre una riflessione complessa sia sul lato del servizio da offrire al cliente occidentale, in età, ma ancora molto giovanile e in ottima salute; sia dal lato della formazione degli addetti ai servizi turistici.

4. La questione ambientale. È un altro nodo che le strutture ricettive devono affrontare, soprattutto quelle esistenti, che richiede investimenti e capacità progettuale. Sempre più i consumatori decidono gli acquisti anche in funzione della sostenibilità ambientale della loro scelta. Per quanto riguarda il turismo, questo si riflette su parole d’ordine esasperate come “non facciamo più volare gli aerei” ma anche, molto più praticamente, scegliamo strutture moderne a bassa emissione di CO2, così che il tema del turismo sostenibile è uno dei più importanti per fiere come quella di Londra, che gli dedica un’intera sezione e un premio.

Osserviamo ora più da vicino i megatrend di oggi, e come questi influenzano l’attività del turismo business e leisure.

Healthy and Ethical living
Questo tema comprende tutte le componenti del turismo, dalla progettazione e realizzazione delle strutture ricettive, cibo e ristorazione, movimento e salute, consumo di energia e riciclo dei rifiuti, fino al contesto dell’hotel nell’ambiente in cui si colloca.

Si collega a quello della sostenibilità ambientale che richiede una progettazione attenta e visionaria, così vitale che Dubai ha prodotto delle linee guida cui dovranno adeguarsi tutti gli hotel prima dell’EXPO 2020.

Tra le prime soluzioni italiane in tema di hotel a consumo energetico zero, troviamo GREEN ZERO (CasaClima Classe A) che delinea un modello di sviluppo alberghiero che riduce al minimo l’impatto ambientale, puntando decisamente all’eco-sostenibilità – nella scelta dei materiali, nell’utilizzo di energie rinnovabili, nella realizzazione di una filiera corta – e al risparmio energetico.

Accanto al tema della sostenibilità ambientale, si sta diffondendo l’attenzione per chi è portatore di disabilità, anche perché il costante allungamento della vita, farà sì che praticamente tutti noi ci troveremo prima o poi nelle condizioni di dover utilizzare una carrozzina, una stampella, vedere un po’ meno bene, ecc.

Tra i moltissimi esempi di hotel o villaggi turistici già pronti per accogliere persone con disabilità segnalo il Villaggio Accessibile Union Lido Vacanze, che ha fatto un importante investimento proprio in questo senso.

Striving for authenticity, and experiencing more
Ricerca di esperienze autentiche è l’opposto dell’overtourism, che rischia di riprodurre Disneyland a Venezia o a Firenze. Il fenomeno dell’overtourism connesso al boom dei BnB e della sharing economy può portare rapidamente al rigetto di alcune destinazioni da parte soprattutto degli high spenders.

Secondo il Guardian non va nella giusta direzione l’operazione FICO a Bologna, che il giornale critica pesantemente dicendo “Oscar Farinetti has conjured a dystopian vision of the future, rather than a homage to Italy’s rich food heritage and culture”.

Tra le città che per prime hanno provato a limitare il fenomeno del turismo eccessivo c’è Amsterdam, sebbene ancora con risultati limitati, arrivando a pensare di chiudere alcune zone della città troppo popolari a turisti “non graditi”. È un tema che chi vive a Venezia (o nelle destinazioni italiane più note) conosce molto bene.

Searching for simplicity
Semplicità, silenzio, tranquillità ed esperienze autentiche rappresentano le richieste del turista che vuole staccare dal quotidiano. In Italia possiamo offrire soluzioni sia al mare che in montagna, adatte a rispondere anche al turista più esigente: esempi di successo sono limitati, andrebbero raccontati e copiati.

La semplicità in ciascuna azione del turista, da quando inizia a pensare al viaggio, ed incontra il sito web della destinazione, fino alla facilità e semplicità nel raggiungere la destinazione, fino alle cose più semplici e banali, come spegnere la luce in camera, o ordinare la colazione. In un mondo in cui siamo bombardati da troppe informazioni, suoni, immagini chi offre soluzioni semplici è vincente.

Personalization e shopping reinvented
Personalizzazione del servizio, fino a comprendere un servizio di shopping personalizzato, risponde ad un cambiamento di valori del consumatore – particolarmente high spender – di oggi, il quale non solo chiede un servizio esclusivo ma anche una relazione personalizzata. Questo ha delle conseguenze sulla formazione degli addetti, visto che è proprio l’atteggiamento costantemente attento del personale a rendere “particolare” la relazione con l’ospite.

Non solo, ma si può pensare all’hotel come centro dell’esperienza di acquisto del cliente, soprattutto perché in hotel il cliente può venire a conoscere e provare il prodotto prima ancora di acquistarlo (si pensi a tutto il mondo food, ma anche ad oggetti per la casa, come tovaglie, lenzuola, e persino materassi).

Il cliente, particolarmente quello più giovane, è disponibile a condividere informazioni personali pur di ottenere un servizio su misura.

New ways of working and sharing economy
Il tema del co-working, del telelavoro, e dello smart working apre innumerevoli potenzialità a soluzioni di ospitalità comprendenti anche un modo innovativo di lavorare. Un tema che richiederebbe un lungo approfondimento.

Qui possiamo limitarci a citare l’esempio dello Student Hotel, l’ultimo esempio quello di Firenze, un modello di successo, particolarmente rivolto ai giovani professionisti.

Smart homes and smart hotels
Anche negli hotel, così come nel caso di “app” destinate al turista che visita un monumento o una città, la rivoluzione tecnologica giocherà un ruolo sempre più rilevante. Check in – check out rapidi e automatizzati. Prenotazioni della camera o del tavolo al ristorante via telefonino. Domotica e personalizzazione della camera, con colori, profumi, e musiche preferite. Fino a giungere al limite (e da me non molto apprezzato) di un hotel completamente automatico, come quello aperto in Cina da Alibaba.

Nel primo hotel completamente automatizzato gli ospiti vengono accolti da un robot che verifica l’identità dei visitatori attraverso il riconoscimento facciale. Grazie ad altoparlanti e microfoni intelligenti installati in ogni stanza, è possibile accendere e spegnere le luci con un comando vocale, o persino ordinare una bottiglia d’acqua che verrà consegnata da un robot. Gli addetti alle pulizie rimangono comunque molto umani, anche se ricevono un avviso automatico quando è il momento di fare i letti.

I robot e altri servizi di alta tecnologia possono contribuire a ridurre i costi di manodopera o risolvere il problema della carenza di personale, dicono gli analisti. Tuttavia, Jan Freitag, un analista con la società di ricerca di mercato globale STR, ha messo in dubbio che gli hotel automatizzati possano fornire il tocco personale e un servizio di alto valore degli albergatori tradizionali, caratteristiche che sono fondamentali per alcuni segmenti del settore dell’ospitalità.

Twitter @PLANETHOTEL_NET

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