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Animali da allevamento, piano del ministero per ridurre il consumo ...

Animali da allevamento, piano del ministero per ridurre il consumo …

Tutelare la salute degli animali da allevamento per difendere la salute umana. In sintesi, è l’obiettivo del nuovo Piano Nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza presentato oggi (giovedì 21 giugno) a Torino, presso l’Istituto di Biotecnologie dell’Università di via Nizza, nella seconda giornata di lavori del 72° convegno della Società Italiana delle Scienze Veterinarie (riunisce le Scuole di Medicina Veterinaria italiane e i veterinari di Sanità Pubblica). Nell’occasione sono stati coinvolti 500 ricercatori, veterinari, aziende e operatori del settore italiani e stranieri. L’appuntamento è stato organizzato dalla Società Italiana delle Scienze Veterinarie, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università, l’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, la Federazione degli Ordini Veterinari del Piemonte e della Valle d’Aosta e il CUS Torino, con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione CRC e il patrocinio dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte

 

Salute e biosicurezza
 

Il tema, e il nodo, è la stretta connessione tra salute dell’uomo, degli animali, ambiente e l’attualità del fenomeno dell’antibiotico-resistenza: quanto basta per rendere sempre più importante l’applicazione di un Piano Nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza.  

 

: La ricerca veterinaria elettronica per combattere l’antibioticoresistenza
 

 

Sistema integrato
 

Per questo il Ministero della Salute ha predisposto e metterà a disposizione dei medici veterinari, degli allevatori singoli o associati, che vogliano aderire a percorsi volontari di miglioramento dei livelli di biosicurezza, benessere e consumo di farmaco, un sistema integrato informatizzato. Il nuovo strumento inserito nel portale nazionale della medicina veterinaria – presentato da Silvio Borrello, direttore generale del Dipartimento di Sanità Animale e del farmaco veterinario, ed ora all’attenzione del nuovo ministro della Sanità Giulia Grillo – consentirà di indirizzare il percorso di miglioramento delle singole aziende attraverso la rilevazione, la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi alle seguenti aree di valutazione: biosicurezza, benessere animale, parametri sanitari, parametri produttivi, alimentazione animale, consumo di farmaci antimicrobici e lesioni rilevate al macello. In questo modo l’allevatore e il veterinario aziendale potranno verificare le aree di miglioramento della propria strategia aziendale, individuare le più efficaci misure da attuare per ridurre il consumo di farmaci e migliorare i livelli di biosicurezza e benessere degli animali

 

Ricetta elettronica
 

Tra le prime novità l’entrata in vigore dal 1 settembre 2018 della ricetta veterinaria elettronica, sperimentata in alcune regioni, tra cui il Piemonte, e presentata l’anno scorso al G7 di Roma: una svolta a tutti gli effetti, che dopo un lungo percorso chiude il processo di digitalizzazione dell’intera filiera del farmaco veterinario e vede confermata la centralità della figura del medico veterinario e dell’atto medico più qualificante in assoluto: la prescrizione. I medici veterinari saranno in prima linea per dare una risposta adeguata, a maggior ragione dato che sovente i medicinali utilizzati sono gli stessi usati nella medicina umana (Critically Important Antimicrobial – CIA) come antibiotici salva-vita. 

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