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Addio a Bruce Bown, regista culto del surf: diresse L'estate Infinita e ...

Addio a Bruce Bown, regista culto del surf: diresse L’estate Infinita e …

Con un budget limitato e un pugno di di tavole da surf, Bruce Brown ha sdoganato in giro per il mondo il fenomeno sportivo del surf attraverso le vicende di due amici che girovagano all’inseguimento dell’onda perfetta.

L’osannato autore di The Endless Summer (noto in Italia anche col titolo L’estate Infinita) è morto domenica scorsa all’età di 80 anni nel suo ranch a nord di Santa Barbara. A comunicare il decesso del regista è stata la sua stessa casa di produzione, la Bruce Brown Films. 

Today our friend, partner, mentor, filmmaker, and father peacefully passed away in Santa Barbara, California. With Bruce Bruce and his inspiring movies an era comes to an end! His legacy lives on with all of us that continue to carry his torch! Thank you Bruce. Rest In Peace! pic.twitter.com/BjHkwkNsKd

— Bruce Brown Films (@brucebrownfilms) December 11, 2017

Tanti i messaggi di affetto ricevuti dall’artista sui social. Tra questi, quello del pluricampione Kelly Slater. Il surfista statunitense ha ricordato Brown con un commovente tweet in cui ne ha elogiato la bontà e la capacità di mostrare il mondo per mezzo di uno sguardo nuovo, tipico della cultura degli amanti della tavola e delle spiagge da sogno.

Brown fece parte di uno sparuto gruppo di cineasti che raccontò la California del Sud dei primi anni ’60 attraverso pellicole a basso budget sul surf e sullo stile di vita da spiaggia

Thank you for showing us the world as you saw it, #BruceBrown. You were one of the good guys and… https://t.co/wwvWFDCcCN

— Kelly Slater (@kellyslater) December 11, 2017
Surfin’ USA

Fu però con The Endless Summer che il filmaker conobbe la fama, contribuendo a trasformare uno sport poco conosciuto fino ad allora come il surf in un fenomeno culturale di ampia portata.

Costato la “modica cifra” di 50mila dollari, il docu-film ebbe una produzione itinerante e movimentata: dalle Hawaii alla Nuova Zelanda fino alle rive del Ghana, attraversando l’equatore quattro volte. In India gli agenti doganali confiscarono le tavole da surf dei protagonisti Mike Hynson e Robert August. In Kenya assistettero persino ad una rivoluzione. E nelle acque smeraldine dell’Oceano Indiano cast e crew ebbero incontri ravvicinati con i famelici squali di zona.

Sulla popolarità del film nessuno avrebbe scommesso. Invece The Endless Summer rimase in programmazione per 18 mesi raccogliendo un successo strepitoso, in parte spiegabile con il desiderio di fuga dalla triste realtà del Vietnam dei giovani americani di allora. In sostanza fu un film sui valori e i principi di una nuova generazione che faceva i conti con il declino del sogno a stelle e strisce.

L’opera influenzò il cinema tutto: dal classico Un mercoledì da leoni al surf nel pieno di un bombardamento di Apocalypse Now passando per la ricerca dell’onda perfetta – tra una rapina e l’altra – di Point Break.

Dalla tavola alle due ruote

Il surf come passione di una vita. Condivisa però con le due ruote. Brown venne infatti candidato all’Oscar nel 1972 per il suo documentario On Any Sunday, film sullo stile di vita dei motociclisti.

L’opera si avvalse della partecipazione di alcune celebrity dell’epoca, su tutte l’attore Steve McQueen (che figurava anche tra i produttori). Ad oggi On Any Sunday è considerato il miglior documentario mai realizzato sulle due ruote. 

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